Dall'Italia

Conferenza stampa in Vaticano

Pedofilia/Il Papa accetta le dimissioni del vescovo Walter Mixa. Schoenborn accusa Sodano

09-05-2010

CITTA' DEL VATICANO. E' un regolamento dei conti senza precedenti, dentro la Chiesa cattolica, sulla vicenda dei preti pedofili e sulle coperture di cui hanno goduto nel recente passato.

Il cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, allievo e amico di Ratzinger, ha accusato con nome e cognome l'ex segretario di Stato vaticano, Angelo Sodano, di aver offeso le vittime degli abusi in un discorso in cui riduceva lo scandalo ad un "chiacchericcio" e lo ha rimproverato apertamente di essersi opposto, 15 anni fa, ad un'inchiesta vaticana sui misfatti di pedofilia compiuti dall'allora titolare della diocesi di Vienna, il card. Hans Hermann Groer. Il porporato rimase in carica nonostante accuse infamanti e venne ‘dimissionato'' fuori tempo massimo, quando ormai la Chiesa in Austria aveva perso molta della sua credibilità.

Già nelle scorse settimane, Schoenborn aveva alluso al ruolo negativo di Sodano, facendo riferimento ad una sorta di "partito" diplomatico della Curia, che si era opposto alla proposta dell'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, di creare una commissione d'indagine su Groer. In un incontro informale con i giornalisti, lo scorso 28 aprile, l'attuale arcivescovo di Vienna ha deciso di compiere l'ultimo passo e di non usare più perifrasi: ha tra l'altro definito come "pesante offesa per le vittime" l'affermazione fatta il giorno di Pasqua dal cardinale Angelo Sodano, secondo cui le notizie sugli abusi sessuali su minori sarebbero state solo "un chiacchiericcio". Le parole dell'arcivescovo di Vienna sono filtrate poco a poco, sino ad oggi, sui media austriaci e riprese dall'agenzia cattolica "Kathpress".

Da Sodano nessuna replica. L'ex segretario di Stato vaticano non ha risposto nemmeno sull'altra storia parallela che lo coinvolge: quella dei Legionari di Cristo.

 Il settimanale statunitense ‘National Catholic Reporter' ha documentato, in un'inchiesta minuziosa, le coperture ricevute in Curia dal fondatore dell'ordine, Marcial Maciel Degollado, colpevole di pedofilia, di una doppia vita con moglie e figli, e di oscuri traffici finanziari. La "Legione", travolta dai "delitti" (termine usato da Vaticano) del suo "padre carismatico" è avviata ora, per decisione del Papa, al commissariamento.

Nella chiacchierata con i giornalisti, Schoenborn ha spiegato che la prima preoccupazione del clero è stata a lungo quella di proteggere gli abusatori anziché le vittime. "Si diceva: la Chiesa deve essere capace di perdonare, ma quella era una maniera falsa di intendere la compassione" ha insistito.

Dall'epoca di Groer, la Chiesa austriaca ha cambiato atteggiamento ed ha nominato laici, e sopratutto donne, a investigare sugli abusi sessuali perpetrati dai preti. "Tuttavia - ha detto l'arcivescovo di Vienna - questa apertura di una parte della Chiesa non è condivisa da tutti in Vaticano". Che ruolo avrà il Papa? Improbabile che l'arcivescovo di Vienna, prima di lanciare accuse attraverso i media, non lo abbia informato.

In ogni caso, Benedetto XVI ha confermato stamane la sua linea senza compromessi: ha accettato infatti, senza indugi, le dimissioni del vescovo tedesco di Augusta, Walter Mixa, accusato di violenze sui minori e (dall'altro ieri) anche di pedofilia. Lui stesso lo aveva nominato in quel ruolo nel 2005. Il papa ha inoltre incoraggiato i presuli del Belgio, ricevuti in visita ad limina in Vaticano, a proseguire con coraggio sulla strada del rigore e della trasparenza verso chi ha peccato.

La Chiesa belga é decisa a fare piena chiarezza al proprio interno, attraverso una commissione d'inchiesta affiancata da due magistrati civili. Già una testa è caduta: quella del vescovo di Bruges, mons. Roger Joseph Vangheluwe, reo confesso di aver abusato sessualmente di un giovane, dimessosi all'inizio di aprile. "Nel nostro atteggiamento siamo sulla stessa lunghezza d'onda del Papa", ha spiegato il primate belga, mons. André-Joseph Leonard. Frase per niente scontata: perché non tutti lo sono o lo sono stati, come dimostra lo scontro Schoenborn-Sodano.

 

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