La politica

Inchiesta G8. Dopo tre mesi, Anemone oggi torna libero

09-05-2010

 

ROMA. L'uomo chiave della ‘cricca' messa sotto accusa dall'inchiesta sul G8 e sulle Grandi opere, il costruttore romano Diego Anemone, uscirà oggi dal carcere di Rieti, dove è rinchiuso dallo scorso 10 febbraio. Scade infatti il termine dei tre mesi di custodia cautelare disposti dal gip di Perugia, Massimo Ricciarelli, che ha dato l'ok alla scarcerazione. Sempre oggi, per lo stesso motivo, lascerà il carcere di Terni anche il funzionario pubblico Mauro Della Giovampaola, coinvolto nella stessa inchiesta. Resterà invece in carcere l'altro ‘pezzo grosso' dell'indagine, considerato ‘sodale' di Anemone, l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci.

Lui e l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, oltre al provvedimento del gip di Perugia, hanno infatti a carico l'inchiesta dei pm di Firenze per l'appalto della scuola marescialli nell'ambito della quale è stato disposto il processo con il rito immediato in programma il prossimo 15 giugno.

Ma oggi i riflettori saranno tutti per Anemone: l'uomo che, secondo le accuse dei pm, era al centro della fitta rete ‘gelatinosa' di rapporti con prelati, politici e funzionari pubblici, attraverso i quali riusciva ad ottenere appetitosi appalti per la sua impresa, dal G8 della Maddalena ai Mondiali di nuoto di Roma. L'imprenditore - ma il suo legale ha smentito - è anche accusato di aver contribuito con assegni in nero all'acquisto della casa con vista Colosseo dell'ex ministro Claudio Scajola.

Sotto la lente degli investigatori, poi, i suoi legami con Guido Bertolaso. Per ingraziarsi il capo della Protezione civile, sempre secondo le tesi dell'accusa, Anemone gli avrebbe messo a disposizione il suo centro sportivo Salaria sport village per massaggi ‘particolari'.

L'altro ieri il sottosegretario ha detto di non temere ciò che potrebbe dire l'imprenditore romano una volta in libertà, ribadendo di aver avuto con lui rapporti del tutto leciti e rivelando anche che la moglie Gloria Piermarini, architetto, ha lavorato per lui incassando un assegno di 25mila euro. Anemone, attraverso i suoi legali, si è sempre dichiarato estraneo ad ogni addebito e certo di chiarire tutto una volta uscito dal carcere. I prossimi passi del filone perugino dell'inchiesta prevedono per martedì il vaglio del tribunale del riesame sul ricorso dei pm contro la decisione del gip di non disporre gli arresti dell'architetto Angelo Zampolini, del commercialista Stefano Gazzani e dell'ex commissario dei mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi.

Mercoledì il gip esaminerà la richiesta della procura di nominare un commissario per le imprese del gruppo Anemone. Venerdì, infine, dovrebbe comparire davanti ai pubblici ministeri Scajola per essere interrogato come persona informata dei fatti. Quanto alla parte fiorentina, l'attesa è per il prossimo 15 giugno, quando Balducci, De Santis, Francesco De Vito Piscicelli e Guido Berruti saranno processati per presunta corruzione nell'appalto per la nuova scuola marescialli dei carabinieri di Firenze.

Tra le fonti di prova depositate dalla procura di Firenze ci sono le trascrizioni di due anni di intercettazioni telefoniche del Ros; gli interrogatori degli imputati e degli altri indagati; le dichiarazioni di 16 persone informate sui fatti fra cui funzionari statali, avvocati, professionisti. Gli imputati sono accusati di aver organizzato una ‘retè illegale di corruzione a favore dell'imprenditore fiorentino Riccardo Fusi, proprietario della società di costruzioni Btp per favorirlo nel riottenere l'appalto.

 

Il palinsesto di oggi