La politica

Napolitano. Ustica. Ancora lontani dalla verità

09-05-2010

 ROMA. Sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980, oltre ad "intrecci eversivi, ci furono anche intrighi internazionali che non possiamo oggi non richiamare, insieme con opacità di comportamenti da parte di corpi dello Stato, ad inefficienze di apparati e di interventi deputati all'accertamento della verità".

E' quanto ha detto Giorgio Napolitano celebrando al Quirinale il Giorno della Memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi. Il presidente della Repubblica ha ricordato che anche per la strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna, rimangono "ombre e dubbi" e c'é una nuova inchiesta "dagli sviluppi ancora imprevedibili". Il capo dello Stato ha ospitato i familiari delle vittime nel Salone dei Corazzieri, e ha dato la parola ad alcuni di loro, affidando la regia della celebrazione alla giornalista Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera assassinato il 28 maggio 1980, che di recente ha ricostruito nel libro "Come mi batte forte il tuo cuore" la figura del padre, il dolore della sua famiglia e "quel periodo difficile". Quel libro, ha detto Napolitano, è "un contributo prezioso", come lo sono libri, documentari, testimonianze di altri figli e parenti delle vittime, che "raccontando le storie di vita e di sacrificio dei loro cari, aprono l'animo di tanti alla comprensione di quei tragici eventi".

Napolitano ha espresso solidarietà e comprensione a quanti ancora attendono giustizia, a tutte le vittime e ai sopravvissuti, e ha chiesto a tutti di non dimenticare cosa fu il terrorismo nei terribili anni '70-'80, in "quella notte della Repubblica" in cui "l'Italia corse rischi estremi", fu "impoverita di energie preziose, ancora giovani", la vita civile e politica fu sconvolta da una "folle furia terroristica che colpiva quotidianamente servitori dello Stato e uomini semplici, tutti vittime innocenti di ciechi disegni distruttivi".

Ha messo l'accento sul sacrificio di tanti "uomini di legge", magistrati, avvocati, docenti di diritto, che non piegandosi alle minacce dei terroristi hanno dato un esempio di "fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità", essenziale per vincere il terrorismo, amministrando la giustizia "secondo la legge e la Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e prevaricazione". Toccante la testimonianza di Sonia Zanotti, sopravvissuta alla Strage di Bologna con ferite invalidanti che la costringono a continue cure, che ha denunciato una interpretazione troppo "restrittiva" della legge che prevede sostegni e pensioni per i sopravvissuti. "Sollecitiamo il governo a sciogliere i nodi che rendono ancora incerto e precario l'insieme di questi diritti", ha detto Napolitano. "Esaminerò subito la questione", ha fatto eco il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al quale è stato consegnato un dossier. Napolitano si è poi rivolto ai parenti delle 81 vittime del DC9 ITAVIA abbattuto ad Ustica che, con l'intervento di Fortuna Piricò, vedova di una di quelle vittime, hanno chiesto di "completare la verità giudiziaria, che parla di una guerra non dichiarata, definendo le responsabilità, ottenendo la collaborazione dei Paesi alleati per avere l'elenco di tutti gli aerei che erano in volo insieme al DC9".

"Comprendo - ha commentato Napolitano - il tenace invocare, da parte dei parenti delle vittime della strage di Ustica, di ogni sforzo possibile, anche sul piano dei rapporti internazionali per giungere ad una veritiera ricostruzione di quel che avvenne". Purtroppo, ha concluso il capo dello Stato, oggi non siamo "esenti da contagi e infiltrazioni del terrorismo internazionale", e inoltre in Italia ed in Europa "i focolai di fanatismo politico ed ideologico non sono ancora spenti del tutto". Potrebbero "riattizzarsi" di fronte alle tensioni politiche e sociali collegate alla grave crisi economica e finanziaria. Perciò"é necessario tenere sempre alta la guardia e dire ‘no' alla violenza e alla rottura della legalità in ogni forma".

 

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