Analisi e commenti

Steve Poizner e Meg Whitman si contendono le primarie del Gop California a suon di milioni

Di Domenico Maceri*

22-05-2010

Hanno già speso ottanta milioni di dollari per le primarie a governatore della California. Si tratta ovviamente di Steve Poizner e Meg Whitman, ambedue repubblicani, ambedue ultraricchi.

La Whitman, ex amministratore delegato di eBay, ha investito quasi sessanta milioni di dollari per farsi conoscere dall'elettorato californiano. Poizner, ex imprenditore della Silicon Valley e l'attuale Commissioner di assicurazioni della California, ha contribuito una ventina di milioni alla sua campagna.

Jerry Brown, l'unico candidato serio alle primarie democratiche, è rimasto a guardare senza spendere quasi niente. Brown, come si sa, è già stato governatore della California fra il 1975 e il 1983.

Il contrasto fra l'economia disastrata del Golden State e le spese paperoniche dei due candidati repubblicani non è passato inosservato. In parte ciò si deve ai tagli proposti dall'attuale governatore della California, Arnold Schwarzenegger, il quale vorrebbe eliminare il welfare. Così facendo, le famiglie che dipendono dallo Stato per una media di 231 dollari mensili, farebbero senza dubbio riflettere specialmente considerando i 90mila dollari mensili che la Whitman paga al suo manager Mike Murphy.

Lo sperpero di tutti questi quattrini fa riflettere, specialmente se si considera che lo Stato avrà un deficit di una ventina di miliardi di dollari. Useranno i due candidati alle primarie repubblicane le loro risorse personali per colmare il buco del bilancio? Non esattamente. Ambedue suggeriscono che il modo di uscire dalla crisi economica è mediante forti tagli e riduzioni dei servizi. Poizner è stato il più specifico. Vuole tagliare le tasse del 10% e ridurre i corrispondenti servizi anche del 10%.

La Whitman è stata più vaga ma il suo piano includerebbe la creazione di posti di lavoro, il taglio delle spese e la riforma della pubblica instruzione.

Entrambi i candidati non sono molto lontani dalla politica dell'attuale governatore. Entrambi, infatti, hanno un "passato" di moderati, ma per vincere le primarie repubblicane si sono spostati a destra. In questo senso Poizner è stato il più estremista. Trovandosi indietro nei sondaggi, Poizner si è lanciato in una campagna contro i clandestini per cercare di dimostrare che è lui il vero conservatore e non la sua rivale. Poizner vorrebbe eliminare tutti i benefici ai clandestini, incluso il diritto federale dei loro figli di andare a scuola. La Whitman sarebbe un po' più "gentile" dato che manterrebbe il diritto dei bambini di frequentare la scuola.

Poizner ha poi accusato giustamente la sua avversaria di non avere esercitato il più elementare dei doveri civili per non avere votato per ventotto anni. Inoltre la ha attaccato per i suoi legami con la Goldman Sachs, la società di Wall Street denunciata dal governo federale per frode.

La Whitman ha spiegato il mancato esercizio del suo diritto di voto con il fatto che era stata occupata con la carriera e la famiglia ma adesso è pronta a impegnarsi in politica per restaurare la California alla "grandezza del passato".

Nonostante il fatto che ambedue i candidati repubblicani si siano spostati a destra con la loro retorica, non sono riusciti a cancellare il loro passato di moderati. Ambedue sono favorevoli all'aborto. La Whitman aveva contribuito fondi a candidati repubblicani ma anche ad alcuni democratici. Inoltre aveva appoggiato Arnold Schwarzenegger nel 2006 ed ha assunto molti dei collaboratori dell'attuale governatore come consulenti politici. Poizner aveva anche lui appoggiato condidati democratici donando fondi alla campagna di Al Gore durante l'elezione presidenziale del 2000.

Poizner si è giustificato dicendo che il clima è cambiato e per questo lui è divenuto più conservatore e per questo condivide la durissima legge contro i clandestini approvata recentemente dallo Stato dell'Arizona, alla quale la Whitman si è opposta. Nessun commento dei due però sul fatto che l'Arizona ha appena approvato un aumento sulla tassa dei consumi per colmare il buco di due miliardi del bilancio statale.

Ambedue i candidati repubblicani vedono la soluzione dei problemi della California con gli occhi tipici del loro partito. Si tratta di una filosofia contraria agli aumenti delle tasse come quella dell'attuale governatore. Per i due candidati repubblicani bisogna governare usando uno stile tipico degli affari e non della burocrazia. 

Il problema per il candidato che vincerà le primarie l'otto giugno sarà di convincere l'elettorato che il governo funziona come il business. Ci ha già provato Schwarzenegger con risultati disastrosi. Ripeteranno i californiani lo stesso sbaglio o preferiranno Jerry Brown, un "politico" professionista? Si vedrà a novembre.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)

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