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Mondiali. Nuovi palloni e arbitri non europei: la squadra si prepara alle sfide del Sudafrica

30-05-2010

SESTRIERE (Torino). Attenti ai nuovi palloni e al metro di giudizio degli arbitri non europei. Se nel primo caso si tratta di far l'abitudine alle traiettorie, per il secondo non c'è allenamento che tenga: bisogna studiare, e capire quali sono i parametri al prossimo Mondiale.

L'Italia prepara l'avventura sudafricana al Sestriere, ieri tra gli applausi di circa 2.000 sostenitori e la manifestazione anti tessera del tifoso di 30 ultrà con fumogeni, e lo fa cercando forma fisica e modulo di gioco. Gli Azzurri di Marcello Lippi si rendono pian piano conto, però, che le variabili non sono solo di carattere tattico. Per un'ora abbondante, ieri mattina, tutto il gruppo è stato a lezione da Pierluigi Collina, designatore arbitrale, che ha fatto visita insieme a Roberto Rosetti. Incontro informale, perché la lezione ufficiale Fifa con uno degli arbitri designati per la Coppa si terrà in Sudafrica. La collaborazione tra Aia e calciatori è però una prassi, consolidata anche in Nazionale. Così con l'aiuto di due video Fifa e Uefa, il designatore ha illustrato ai 28 giocatori situazioni di gioco e relative valutazioni arbitrali.

"Saranno più severi su alcune entrate", ha sintetizzato il portiere Marchetti. Pazzini ha parlato di situazioni di fuorigioco e di falli a gamba tesa. "Si tratta per lo più di capire quali parametri verranno usati", ha spiegato l'attaccante.

Innovazioni regolamentari non ce ne saranno, ma le norme vanno applicate e al Mondiale, a quanto ha capito Pazzini, "non ci si può aspettare la regola del buon senso: abbiamo visto che per i direttori di gara non europei, il regolamento è legge".

Nel complesso, il messaggio recepito dagli Azzurri è stato chiaro: attenti, ci sarà maggior severità e non saranno tollerati comportamenti non rispettosi in campo, con gli avversari e soprattutto con l'arbitro.

Tra i punti toccati da Collina ci sono stati i falli gravi di gioco, quelli che come per Ribery in Lione-Bayern rappresentano un pericolo per l'incolumità dell'avversario; uso delle braccia; e i comportamenti, appunto. Gli Azzurri ne sono usciti con le idee più chiare, in attesa dell'incontro ufficiale Fifa.

Di un altro genere di consultazione avrebbero invece sentito la necessità.

"Quando si studiano i nuovi palloni - ha detto Federico Marchetti - si consultano sempre i giocatori: ma sempre chi calcia, non chi para. La Fifa dovrebbe mettere in commissione anche un portiere".

Julio Cesar, a proposito dello Jabulani, aveva parlato di "pallone da supermercato". I cambi di traiettoria rappresentano un vero pericolo, confermano in coro gli Azzurri, da Zambrotta a Marchetti. La novità e che se ne lamentano anche gli attaccanti.

"E' difficile anche per noi - spiega Giampaolo Pazzini - perché se arriva un cross e tu calibri il colpo di testa, poi il pallone scarta e rischi il liscio. Per me è un disastro".

La rincorsa a una sfera sempre più tecnologica e moderna, sempre più innovativa, genera polemiche oramai da anni. Si tratta solo di un problema di adeguamento, visto che - fanno notare in Adidas, casa madre dello Jabulani - il portiere brasiliano con un pallone simile anche se non identico ha da poco vinto una Champions.

I parametri - sempre loro - di peso e diametro sono stabiliti rigidamente dalla Fifa. E però c'è chi avrà un piccolo vantaggio: il pallone del Mondiale da dicembre è usato in Bundesliga, quindi è noto a gran parte dei giocatori della Germania e a tutti gli stranieri come Ribery.

Agli Azzurri non resta che protestare, calciare e calciare per adattarsi. E adeguarsi anche a questo nuovo parametro.

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