Economia

G20. Accordo sul risanamento dei conti pubblici

06-06-2010

BUSAN (Corea del Sud). Il G20 riesce a raggiungere un faticoso accordo sulla necessità di "accelerare il tasso di consolidamento" dei conti dei Paesi alle prese con problemi di bilancio, ma le recenti turbolenze dei mercati sono un segnale di allarme per la ripresa, che pure procede "a una velocità maggiore di quanto previsto", ma differenziata fra le diverse regioni.

Al termine di un vertice segnato dall'ennesima crisi sovrana, quella inaspettata dell'Ungheria, che ha portato a un nuovo scivolone dei mercati, i ministri delle Finanze e i governatori dei 20 grandi provano a raggiungere un compromesso fra le diverse posizioni che vedono come necessaria la 'stretta' sui bilanci pubblici e quelle timorose di vedere a rischio la ripresa.

Non passa la tassa sulle banche ma si raggiunge un accordo di principio affinché il sistema finanziario contribuisca a pagare i costi dei salvataggi con un contributo "equo e sostanziale". Per le norme di Basilea 3 resta comunque ferma la scadenza del 2012, anche se verranno applicate con gradualità. Nel comunicato finale del vertice si sottolinea così "l'importanza di finanze pubbliche sostenibili e la necessità per i nostri Paesi di mettere in campo misure credibili e non ostili alla crescita, differenziate e per ogni Paese".

Il G20 ammonisce che "la volatilità dei mercati finanziari ci ricorda che rimangono sfide significative" per l'economia globale. La versione finale del comunicato è meno pessimista delle bozze circolate alla vigilia sulla situazione economia e afferma che "la ripresa continua più veloce di quanto previsto sebbene a un tasso differente fra i diversi Paesi e regioni".

Gli Stati Uniti peraltro chiedono a Giappone e ad alcuni Paesi europei, come la Germania, di stimolare la domanda interna e non puntare solo sull'export verso l'Asia che cresce a tassi più sostenuti. Concetto ribadito dal segretario al Tesoro Usa, Tim Geithner, al termine del vertice in conferenza stampa. Secondo Geithner "il consolidamento dei conti non deve mettere a rischio la ripresa". E per il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, il consolidamento delle finanze pubbliche è "un lavoro che deve essere fatto a livello mondiale". Per il banchiere "l'impatto sulla crescita non dovrebbe essere considerato negativo, perché il taglio di budget aiuterà a consolidare la ripresa".

Il ministro della Finanze spagnolo, Elena Salgado, il cui Paese ha la presidenza di turno dell'Ue, ha poi osservato che il consolidamento fiscale dovrebbe iniziare il più presto possibile "una volta che la ripresa diventa sostenibile, ma non più tardi del 2011".

 

Il palinsesto di oggi