Analisi e commenti

Troppi minorenni spariscono nel nulla in Italia. Una tragedia su cui spesso cala il silenzio

Di Egidio Todeschini*

06-06-2010

Tra le tante notizie di cronaca che denunciano la progressiva perdita dei valori etici ed umani, una è particolarmente sconvolgente: sembra infatti che siano in costante aumento i bambini che spariscono nel nulla e che, solo in Italia e nei primi 5 mesi del corrente anno, siano 222 quelli dei quali si è persa la traccia. A stare ai dati forniti il 25 maggio scorso (Giornata internazionale dei bambini scomparsi) da Telefono Azzurro, sono 2.492 i minorenni, italiani e stranieri, spariti in Italia dal 2005 al 2009: dato allarmante se si pensa che, nelle statistiche, non sono computati quelli diventati nel frattempo maggiorenni.

Secondo il ministro Maroni sono 10.267 i casi registrati dal 1974 al 2009, 1.810 dei quali riguardanti Italiani: tra gli altri, Emanuela Orlandi, Angela Celentano, Denise Pipitone e i due fratelli Pappalardi (i cui corpi sono stati poi ritrovati - n.e.). Peggiore la situazione degli stranieri: non si sa più niente di circa 400 ragazzini sui 1320 approdati (nel 2009) a Lampedusa (cifre fornite da Maroni). Forse rapiti e poi venduti per traffici d'organi, per prostituzione o schiavitù. I dati provenienti dall'America sono ancora più inquietanti: là pare che ne spariscono 2000 al giorno.

Un fenomeno diffuso in tutto il mondo con entità numeriche agghiaccianti. Certo, almeno nel nostro Paese, l'80% degli scomparsi, prima o poi, ritorna a casa. Ma rimane quel 20% di casi irrisolti: un dramma, per i genitori, superiore al lutto che, almeno per i credenti, è lenito dall'accettazione della volontà di Dio; una tragedia su cui spesso cade il silenzio; motivata da svariate cause, dall'allontanamento volontario da casa al rapimento effettuato da un genitore che, in conflitto con il coniuge, fa perdere le proprie tracce e quelle del figlio; dalla riduzione in schiavitù al traffico di organi; dalla pedofilia al sequestro per scopo di estorsione. A volte, dietro la scomparsa di un bambino, c'è un individuo che ne abusa e poi l'uccide; altre volte, invece, lo tiene segregato per decenni, salvo decretarne la morte, quando non serve più.

Motivazioni, queste, che variano da Paese a Paese, spesso determinate dalla prospettiva di facili guadagni. La rapina per pedofilia in Italia, per esempio, è praticamente inesistente. In Europa, il caso più drammatico e scandaloso si è registrato nel Belgio ove Marc Dutroux, pedofilo assassino, aveva installato una vera e propria organizzazione che rapiva, stuprava e ammazzava decine di minorenni.

Diversa la situazione nel resto del mondo dove centinaia di migliaia di bambini sono catturati ed immessi nel circuito della prostituzione minorile, grazie anche a compiacenti agenzie di viaggi che arrivano a offrire pacchetti turistici "tutto incluso": la Thailandia, le Filippine, il Brasile sono gli Stati ove l'immonda pratica è più diffusa.

Invece, soprattutto in India ma pure altrove (Nepal, Filippine, Pakistan, Afghanistan, alcuni Stati Africani e Cina), si rapiscono i minorenni per venderne gli organi. Pare che a Bombay, su un quotidiano locale, ci sia una rubrica fissa dove chiunque può chiedere un rene, una cornea, un pezzo di cute. Fa la sua offerta, lascia il proprio gruppo sanguigno e un recapito: spesso è contattato in poco tempo. Ne consegue che centinaia di bambini di strada ogni anno subiscono l'espianto di alcuni organi vitali. Poi, non se ne sa più nulla.

In Italia, ove, per fortuna, tale obbrobrio è quasi inesistente, vi sono però almeno 300 mila minorenni (dai 5 a 12 anni) sfruttati per il lavoro minorile o dagli zingari, per accattonaggio e borseggio, da cui ricavano dai 500 ai 1000 euro al giorno. Nella Penisola in vorticoso aumento, a causa dei matrimoni misti, anche il fenomeno dei figli sottratti da uno dei genitori nelle liti per separazioni o divorzi. Altrove, specialmente nei Paesi dell'Est europeo (Romania e Bulgaria) i bambini sono venduti a coppie sterili che, invece di ricorrere all'adozione, comprano un neonato, anche a costo di sborsare somme ingenti.

Fatti complessi e drammatici dei quali, a stare a quanto affermato dall'associazione "Telefono Azzurro", "è ancora scarsamente percepita, in Italia, l'importanza"; perciò chiede "un intervento sinergico tra istituzioni e associazioni"; e promuove l'attivazione di un Centro Nazionale per i bambini scomparsi e sessualmente sfruttati. Pure il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha, in merito, affermato che occorre "intervenire tempestivamente" e perfezionare "anche sul piano sanzionatorio tutte le misure dirette a combattere ogni forma di violenza sui minori". Per esempio, quelle suggerite da Caterina Boschetti nel suo "Il libro nero dei bambini scomparsi": un numero verde per denunciarne la sparizione; una banca centrale degli obitori e dei dati del dna; un fondo per le vittime e le loro famiglie, perché "anche stampare volantini costa".

Per ridurre tale drammatico andazzo si è mossa pure l'Unione Europea che obbliga tutti gli Stati membri ad aderire, entro il 25 maggio del 2011, al numero telefonico 116 000, linea diretta per i bambini scomparsi già usata da 11 Paesi, compreso il nostro: facile da ricordare, è attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Al quale andrebbe aggiunto, come suggerisce il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, l'obbligo di una Carta d'identità riconosciuta anche ai più piccoli (in Italia i ragazzini fino a 15 anni non possono averla), meglio se elettronica. Opportuno anche il convegno organizzato da Telefono Azzurro per mettere a punto strategie di contrasto di questo tragico problema e per combattere l'indifferenza con cui spesso è vissuto dalla società. La quale evidentemente dimentica che ogni bimbo sparito, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro. 

*Sacerdote missionario in Liechtenstein e giornalista professionista

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