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New Jersey. Prove di “chiusura”. Il governatore prepara i piani se il bilancio non verrà approvato

Di Riccardo Chioni

12-06-2010

Entro lunedì 21 il governatore del New Jersey, Chris Christie vuole trovare sulla sua scrivania un dettagliato rapporto delle agenzie statali che il primo luglio dovranno farsi trovare preparate allo "shutdown" decretato dalla Costituzione in caso di mancata approvazione del bilancio. Se questa eventualità dovesse materializzarsi lo stato si vedrà costretto a chiudere gli uffici e servizi non essenziali e a ridurre il personale in quelli come salute, sicurezza e benessere dei cittadini. Prima del fine settimana il governatore Christie aveva inviato una nota ai capi delle agenzie statali invitandoli ad approntare con urgenza un piano d'emergenza nel caso non sia raggiunto un accordo sul bilancio che dovrà esssere approvato entro il primo luglio come vuole la Costituzione.

"L'amministrazione confida che sarà completato con successo l'iter procedurale, prima della scadenza legale" ha scritto il capo dei legali dell'amministrazione Christie, Jeff Chiesa ai responsabili delle agenzie. Ma a fianco della debole sicurezza sul buon fine, Chiesa ha aggiunto che "tuttavia è appropriato per i dipartimenti iniziare a pianificare una strategia d'azione nel caso lo stato dovesse chiudere" bottega. "In questo caso, con lo shutdown - ha precisato Chiesa - un gran numero di dipartimenti statali sarò chiuso".

Anche ad ascoltare il portavoce di Christie, Michael Drewniak, sembra di capire che le speranze sono risicate per approvare il bilancio in tempo, onde evitare il peggio. Drewniak ha infatti sostenuto che l'ufficio del governatore "è preparato ad affrontare qualsiasi evenienza". "Lo shutdown del governo - ha sottolineato il portavoce - sarebbe costoso, distruttivo e deve assolutamente essere evitato".

Da quando Christie aveva proposto la sua versione del budget a marzo per 29.3 miliardi di dollari, prosegue l'escalation della controversia nei palazzi del potere di Trenton. Se entro il primo luglio non si sarà raggiunto un accordo la legge richiede la dichiarazione dello "stato d'emergenza" con lo stato che deve interrompere i pagamenti e - di conseguenza - incorrere in nuove spese fino ad approvazione del bilancio. È già accaduto nel 2006 quando Jon Corzine durante il suo primo anno di governo ed era durato una settimana.

All'inizio di giugno sembrava quasi placido il passaggio, ma poi c'è stato lo stallo. Governatore repubblicano e legislatori democratici che controllano camera e senato sembrava stessero per raggiungere un accordo sulla bozza finale del budget con i democratici che avevano assicurato la maggioranza per il passaggio del provvedimento che in pratica taglia fondi e servizi in tutti i settori, dalle tasse di ritorno all'istruzione pubblica.

Ma secondo accreditate voci di corridoio a Trenton si sarebbe invece verificato un terremoto politico quando i democratici lentamente avrebbero ri-instaurato a bilancio programmi e provvedimenti per centinaia di milioni che il governatore aveva già considerato sprovvisti di copertura.

Il repubblicano della Commissione Bilancio alla Camera, Joe Malone di Burlington ha riferito che "c'è stata una straordinaria richiesta da parte dei democratici per rimettere a bilancio larghe somme di danaro".

Darek Roseman, portavoce del presidente democratico del senato Steve Sweeney di Gloucester ha ribattuto che "il presidente ha affermato in numerose occasioni che nessuno considera uno shutdown dello stato".

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