La comunità

Bersani a New York. Dal Palazzo di Vetro a Brooklyn

18-07-2010

NEW YORK. Giornata newyorkese per il segretario democratico Pierluigi Bersani. Ieri il politico ha incontrato alle Nazioni Unite il presidente del Consiglio economico e sociale dell'Onu, Hamidon Alì, mentre in serata è stato ospite della comunità italiana di New York, presso la società San Cono di Teggiano a Brooklyn. Si è trattato del primo incontro tra la comunità italiana e il politico democratico.

Durante la visita al Palazzo di Vetro, Bersani ha rilasciato dichiarazioni sia sulla politica italiana sia su quella internazionale. Dura la reazione su Berlusconi e sulle vicende legate alla P3: "Invece di minimizzare la questione P3, Berlusconi dovrebbe venire in Parlamento", ha chiarito il segretario del Pd. "Penso che questo glielo possiamo chiedere: che venga una volta in due anni in Parlamento a dire cosa pensa dello stato della Repubblica", ha detto Bersani, dato che "l'opinione pubblica italiana è molto, molto turbata. Evidentemente c'é qualcosa che non gira".

Bersani ha detto che "sotto questa idea del 'ghe pensi mi', sotto questa idea del capo, si costruiscono dei meccanismi paralleli alla vita politica e amministrativa favoriti anche dalle legislazioni speciali. Non c'é un problema di singolo malaffare o di mal costume di questo o quel settore, c'é un problema anche di meccanismi ai quali mettere mano".

"Se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si riposasse di più avremmo tutti un po' meno guai", ha concluso con ironia Bersani, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti sulle precedenti dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio.

D'altra parte, secondo il segretario del Pd, all'Italia serve una riscossa civica: "L'alternativa è questa. Cerchiamo una riscossa civica, civile. Le regole vanno rispettate, i comportamenti devono essere onesti. Il governo non può dare segnali di direzione opposta - ha detto il segretario del Pd da New York- alla domanda di giornalisti che gli chiedevano se siamo di fronte a una nuova tangentopoli - Bersani ha risposto che "è qualcosa di qualità diversa. In questi anni c'é stato il persistere di una questione morale, di nuove forme di corruttela che sono legati ad apparati connessi alla politica più che al finanziamento pubblico". Secondo Bersani questo è il tema politico, dopodiché ci sono i temi di merito: "Bisogna che le intercettazioni vengano garantite, bisogna che la magistratura possa fare il suo lavoro e che quando c'é uno coinvolto si abbia la forza di dire: dimettiti".

Discutendo con il presidente del Consiglio economico e sociale dell'Onu, Hamidon Alì, Bersani ha sottolineato come le Nazioni Unite debbano avere voce sulle decisioni del G20, il gruppo dei Paesi più sviluppati del mondo più le economie emergenti. "Le decisioni del G20 -ha detto- hanno conseguenze su Paesi in via di sviluppo che non hanno voce in capitolo e l'Onu vede con preoccupazione questo processo". E' quindi auspicabile, secondo il segretario del Pd, "che le Nazioni Unite possano avere una presenza, un ruolo nelle decisioni del G20".

Durante la sua visita a New York, il segretario democratico ha parlato anche della situazione in Afghanistan, sostenendo che"gli americani si aspettano che anche l'Italia dica la sua sull'Afghanistan".

"In questo momento -ha proseguito- negli Stati Uniti c'é una discussione su come cercare di alleggerire la pressione militare senza darla vinta ai talebani. Ci sono difficoltà, ci sono problemi e a questa discussione negli Stati Uniti bisogna che l'Italia partecipi". Bersani ha osservato che occorre cercare soluzioni che diano più spazio alla politica e all'intelligence e meno alla presenza militare.

Quanto al ruolo dell''Europa, invece, il leader del Pd ritiene dovrebbe assumersi più responsabilità nell'affrontare le conseguenze della crisi economica globale, "in modo univoco e con una sola voce". "Ogni volta che vado all'estero chiedo ai miei interlocutori un'opinione sull'Unione europea - ha spiegato Bersani - e anche in questo caso ho constatato la percezione che l'Europa debba assumersi maggiori responsabilità" a livello globale. Il segretario del Pd ha auspicato quindi un "rilancio della della presenza europea" nelle organizzazioni internazionali come l'Onu, necessario ancor più "nel momento in cui i Paesi emergenti, man mano che prendono forza, assumono la percezione di avere responsabilità di tipo mondiale".