Dal Mondo

Alluvioni devastano l'Asia, la Russia brucia

01-08-2010

ROMA - Da settimane il maltempo flagella l'Asia e la Russia. Numerosi paesi dell'Asia meridionale e della Cina sono stati colpiti da devastanti inondazioni che stanno provocando un numero crescente di vittime e di dispersi, mentre la Russia brucia, per colpa di una ondata di caldo senza precedenti.

In Afghanistan sono oltre 90 le persone che hanno perso la vita negli ultimi giorni nelle province di Parwan, Laghman, Kapisa e Khost, spingendo il governo del presidente Hamid Karzai a chiedere l'intervento dell'esercito. In Pakistan, nella provincia nord-occidentale del Khyber-Pakhtoomkhwa il bilancio complessivo delle vittime delle inondazioni ha superato quota 800. Islamabad ha mobilitato la protezione civile e l'esercito per assistere il milione di persone che sono state colpite dalle inondazioni. Anche l'Unione europea ha deciso di contribuire agli sforzi per i soccorsi, stanziando trenta milioni di euro di aiuti umanitari.

L'ondata di maltempo che si è abbattuta sul Pakistan non accenna a placarsi facendo crescere il numero delle vittime che secondo Geo Tv hanno raggiunto ora quota 1.300. Le autorità della Khyber Pakhtunkhwa, la provincia più colpita con 800 vittime, e quelle del Punjab e del Baluchistan hanno adottato ogni possibile misura economica e materiale per soccorrere il milione di persone che, in varia misura, sono state danneggiate da piogge battenti, alluvioni e smottamenti del terreno. Secondo DawnNews Tv ci sono 27.000 persone che ancora attendono i soccorsi in diversi centri abitati isolati dal territorio circostante dagli allagamenti e dalla distruzione di ponti. La comunità internazionale si è mobilitata e l'Unione europea (Ue) ha stanziato un aiuto di emergenza di 30 milioni di euro.

Una cinquantina di turisti sud coreani sono rimasti bloccati per ore anche in Cina, nella provincia nord orientale di Liaoning. Sempre nel nord est del paese, nella provincia di Jilin ci sono state 37 vittime nella peggiore inondazione da decenni, che si vanno ad aggiungere ai 35 dispersi e ai 364.000 evacuati. In questa zona da due giorni centinaia di militari e civili stanno cercando di recuperare 7000 barili finiti in acqua, una parte dei quali contenenti gas altamente esplosivo, trasportati nel fiume Songhua dalla furia delle inondazioni. Sono state invece bloccate dai militari le 12 navi che avevano rotto gli ormeggi e minacciavano di schiantarsi sulla diga della centrale di Fengman.

La Russia è in fiamme con incendi che continuano a propagarsi bruciando centinaia di ettari di foresta, anche in seguito ad una ondata di grande caldo che da giugno tiene in ginocchio gran parte del Paese. Tanto che oggi a riguardo è intervenuto anche il patriarca della chiesa ortodossa russa, Kirill, che ha invitato i fedeli a pregare per la pioggia. "Il dolore ha colpito la nostra nazione, - ha detto oggi il patriarca, riferiscono i media russi, in una preghiera durante una visita nella regione di Nizhny Novgorod che è una tra le più colpite dagli incendi - abbiamo perso vite umane, centinaia di persone sono rimaste senza casa e migliaia tra cui molti bambini non hanno più mezzi di sostentamento. Chiedo a tutti voi di unirvi in preghiera affinché la pioggia discenda sulla nostra terra". Sono almeno 28 le persone morte a causa delle fiamme che stanno devastando da giorni la parte europea della Russia, stando alle cifre fornite dal ministero russo per le Emergenze e secondo le quali ad oggi si sono registrati 774 incendi di cui 369 a partire da ieri, mentre sono oltre 5.200 le persone evacuate. I servizi forestali regionali hanno annunciato che hanno raggiunto la regione dell'Estremo oriente dove sono in preda alle fiamme circa 100.000 ettari di taiga.

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