Borsa. Riparte la febbre della OPA
MILANO. Il calo delle borse e i titoli azionari a sconto hanno riacceso la febbre dell'Opa un po' ovunque. Con i listini in difficoltà, in questa fase di stagnazione economica, gli investitori puntano ai titoli di stato, mentre il mercato sta assistendo ad una ripresa delle grandi manovre, con l'obiettivo di creare grossi concentrati industriali in grado di aggredire la crisi. Tanto che, solo nell'ultima settimana, fra offerte ostili ed acquisizioni portate a termine, sono stati messi sul piatto quasi 60 miliardi di dollari.
Molta dell'euforia è legata all'andamento a rilento dei principali listini: in Europa l'indice Stoxx 50 è in calo del 4,9% da inizio anno. Solo Stoccolma (+7,2%) e Francoforte (+0,8%) risultano positive, mentre Londra (-4%), Parigi (-2,4%), Madrid (-15,4%) e Milano (-14,5%) appaiono in calo. Male anche il Dow Jones (-2%) e il Nasdaq (-3,9%) a New York. Un clima che si rivela quindi favorevole per operazioni come quella di Korea National Oil Corporation, che ha puntato con un'Opa ostile da 2,9 miliardi di dollari sull'inglese Dana Petroleum, che in borsa ha fatto il botto (+5,97%) portandosi al prezzo dell'offerta.
Sempre nel comparto energia, le indiscrezioni hanno spinto ieri a Londra Bg Group (+5,97%), su ipotesi di un'offerta da 54 miliardi di sterline in arrivo da parte di Royal Dutch-Shell. Nonostante il prezzo della possibile offerta indicato dal quotidiano britannico Daily Mail, le due compagnie hanno parlato di voci "senza fondamento". Dall'altra parte dell'Atlantico è scoppiata invece la guerra del potassio, che vede l'australiana Bhp Billiton, che ha lanciato un' l'Opa ostile di circa 40 miliardi di dollari sul gigante canadese dei fertilizzanti Potash. La preda però, con un colpo di reni, ha sollecitato offerte alternative nella disperata ricerca di un ‘cavaliere biancò. Tra gli interessati figurano il gruppo anglo-australiano Rio Tinto, eterno rivale di Bhp, la brasiliana Vale e la cinese Sinochem, che sta monitorando la situazione.
Sempre al di là dell'Atlantico è di questa settimana l'acquisizione da 7,7 miliardi di dollari di Mac Afee da parte di Intel, mentre, andando in Asia, il colosso indiano delle materie prime Vedanta ha siglato un accordo con la britannica Cairn Energy per l'acquisto di Cairn India per 9 miliardi di dollari. Quanto a Piazza Affari, per ora, l'unica l'operazione che sta tenendo banco riguarda la As Roma.
Il fondo Clessidra è infatti interessato al dossier, come ha affermato recentemente uno dei partner di Claudio Sposito, presidente e ad del fondo.
In campo c'é una cordata, composta, oltre che dal fondo, anche da Unicredit, creditore verso la società dopo la fusione con Capitalia, e Francesco Angelini, il patron della casa farmaceutica produttrice della Tachipirina. In questo caso, però, l'operazione si dovrebbe effettuare senza ricorso ad Opa.












