Afghanistan. Capo dei marines: resteremo ancora per anni
WASHINGTON. Il generale americano James Conway, capo dei marines, ha detto ieri che la data del luglio 2011 annunciata dal presidente Barack Obama per l'inizio del ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan "offre incoraggiamento" ai Talebani. Secondo il generale Conway ci vorranno in realtà "ancora alcuni anni" prima che le forze afgane siano pronte a raccogliere da quelle americane il testimone del compito di garantire la sicurezza del paese. "Penso sinceramente che ci vorranno alcuni anni prima che le condizioni sul terreno rendano possibile un passaggio di consegne", ha affermato il generale. Il capo dei marines è noto per i suoi commenti senza peli sulla lingua, a volte non in linea con la politica del Pentagono.
Si oppone, ad esempio, in modo aggressivo alla permanenza nelle forze armate dei gay dichiarati, nonostante le dichiarazioni di segno opposto da parte del ministro della difesa Robert Gates e del capo di stato maggiore, ammiraglio Mike Mullen. Conway è appena rientrato a Washington da una visita in Afghanistan e Pakistan.
Ad ottobre dovrebbe lasciare le forze armate e quella tenuta ieri al Pentagono è stata probabilmente la sua ultima conferenza stampa. Una circostanza che ha reso ancora più dirette le sue esternazioni. "Pensiamo che la scadenza del luglio 2011 sia di incoraggiamento ai nostri nemici", ha dichiarato ieri il generale, indicando in particolare la situazione nelle province di Helmand e Kandahar, critica per quanto riguarda la capacità delle forze afgane di garantire la sicurezza. E' una tesi sostenuta a gran voce dai repubblicani, che criticano Obama per avere annunciato la data dell'inizio del ritiro delle forze americane. La Casa Bianca ha sottolineato più volte che la scadenza del luglio 2011 segnerà solo l'inizio del ritiro, ma il ritmo del rimpatrio dipenderà dalle condizioni esistenti in Afghanistan. Secondo Conway la guerra in Afghanistan "può essere perduta rapidamente o vinta lentamente". Il generale ha aggiunto che le unità dei marines saranno sicuramente tra le ultime a lasciare l'Afghanistan. Il generale ha ribadito ieri che i marines sono fortemente contrari ai gay dichiarati in divisa: "Noi reclutiamo un certo tipo di giovani, molto macho, pronti a combattere e morire per la patria. La grande maggioranza dei marine non desidera vedere cambiare le norme attuali sul bando ai gay dichiarati".
Mimi, la stagista del presidente Kennedy
07-02-2012












