Il fatto

Roma Capitale. Ambiente e urbanistica tra i nodi

26-08-2010

ROMA. Le 91 pagine della bozza del Testo Unico di Roma Capitale (Turc) realizzata dal Comune di Roma e dal Ministero per le Riforme - che attribuisce nuove funzioni alla capitale sulla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali; su edilizia pubblica e privata; organizzazione dei servizi urbani e protezione civile - hanno sollevato molte critiche da parte di esponenti del Pd, dei Verdi, dell'Udc, anche se il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti per ora non si sono pronunciati.

 A scatenare la polemica soprattutto i maggiori poteri che avrà il colle capitolino su ambiente e urbanistica, fino ad oggi di competenza regionale.

"Spettano a Roma Capitale i compiti amministrativi riguardanti - si legge nel testo della bozza - le istruzioni tecniche per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica di Roma capitale (Prgr e Pugr)" e "l'approvazione degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, nonché l'adozione dei permessi per la costruzione in deroga alle norme di regolamento edilizio e di attuazione dei piani regolatori, senza preventivo nulla osta provinciale e anche in deroga agli standard e ai criteri regionali, previo parere non vincolante di Regione Lazio e Provincia di Roma".

Molti esponenti locali dell'opposizione sostengono che si viola il principio costituzionale secondo cui la Regione ha competenze esclusive, ma c'é anche la critica che il nuovo assetto di poteri "recida" il legame tra Roma e il resto della Regione.

C'é anche chi si spinge a definirlo "‘sacco di Roma Capitalè, chi "un golpe", chi propone che Roma capitale coincida con il territorio della Provincia di Roma, chi - come l'assessore alle politiche sociali e famiglia della Regione Lazio Aldo Forte - teme che il nuovo progetto di Roma Capitale "potrebbe comportare il rischio di vedere la nostra regione sfaldarsi".

Dopo tutte le critiche su Roma Capitale, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è rivolto direttamente al Pd per chiedere "con chiarezza" se intenda condividere o no il percorso, definendolo "un passaggio politico e istituzionale troppo importante per farlo diventare oggetto di polemiche pretestuose e fuorvianti".

E ricostruisce punto per punto la vicenda, ricordando, tra l'altro, che la "bozza" in questione "é stata consegnata al presidente della Regione Lazio Renata Polverini e al presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, per un primo confronto finalizzato a raggiungere un'intesa ampia" con l'obiettivo di ottenere anche per questo secondo decreto legislativo "un voto unanime".

Alemanno ha tenuto anche a precisare che ‘tutti questi decreti riguardano esclusivamente il Comune di Roma e non l'area metropolitana".

"Mi auguro che questo storico passaggio - ha concluso Alemanno - venga costruito insieme da tutte le forze politiche di Roma e con una forte intesa con la Regione Lazio e la Provincia di Roma".

E proprio la Polverini ha confermato: "Non credo sia intenzione del Governo isolare Roma dalla sua Regione, né tanto meno che questa sia la richiesta del Campidoglio. La necessità di dare alla Capitale gli strumenti necessari per far fronte al suo ruolo - ha aggiunto - sarà certamente coniugata con gli interessi di tutti i cittadini del Lazio ed è proprio per questo, del resto, che la Giunta sta già lavorando".