Il fatto

Spazio. Pronto il cacciatore di antimateria

26-08-2010

ROMA. E' pronto al suo ultimo viaggio sulla Terra, il cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), che ieri ha "salutato" il Cern di Ginevra, dove ha superato gli ultimi test prima di partire, alle 7 di stamani, per la base di lancio della Nasa a Cape Canaveral (Florida).

Da lì il 26 febbraio 2011 sarà lanciato nello spazio con l'ultimo volo dello shuttle, in compagnia dell'astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Roberto Vittori, per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.

Con l'Ams comincia una nuova avventura della fisica, più che mai decisa a trovare la risposta a due domande fondamentali: quella che riguarda l'antimateria prodotta al momento del Big Bang e che oggi sembra essere scomparsa, e quella sulla natura della misteriosa e invisibile materia oscura che occupa ben il 23 % dell'universo e che è quindi quasi cinque volte più abbondante della materia visibile di cui sono fatte stelle e pianeti.

Costato 1,2 miliardi di euro (il 25% con finanziamento italiano) e pesante 7 tonnellate, l'Ams è stato voluto da una vastissima collaborazione internazionale coordinata dal Nobel Samuel Ting, del Cern di Ginevra, che ieri ha salutato il "suo" rivelatore in una conferenza stampa organizzata dal Cern nell'aeroporto di Ginevra. Da qui oggi partirà il cargo C5M Super Galaxy dell'Aeronautica Usa per portare lo strumento nel Kennedy Space Center, a Cape Canaveral. L'Ams, al quale l'Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), condivide i suoi obiettivi ambiziosi con l'acceleratore di particelle più grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Entrambe le macchine andranno in cerca di antimateria e materia oscura.

"L'Lhc cercherà di creare direttamente queste particelle tramite gli urti ad altissima energia, mentre l'Ams farà il contrario", osserva il coordinatore del progetto per l'Italia, Roberto Battiston, di Infn e università di Perugia. "Se le particelle invisibili ci sono - spiega - si spostano nella nostra galassia" e di conseguenza il rivelatore potrà cercarle i miliardi di particelle ad altissima energia (raggi cosmici), che sfrecciano continuamente nel cosmo e che attraverseranno il rivelatore quando sarà installato all'esterno della Stazione spaziale. In pratica, ha aggiunto, "Lhc e Ams lavoreranno in modo complimentare e in competizione fra loro".

Oltre che per la fisica, l'Ams segna un traguardo anche per lo spazio: il suo arrivo sulla stazione orbitale con l'ultimo volo dello shuttle "ha un significato chiave, che chiude un'epoca e segna l'inizio di una nuova fase", osserva la responsabile dell'Esa per il Volo umano, Simonetta Di Pippo. Questa missione - rileva - dimostra che la Stazione spaziale può essere al servizio di una comunità scientifica molto diversificata, offrendo condizioni sperimentali impossibili sulla Terra".