Dagli USA

Iraq. Obama: la guerra è finita

01-09-2010

Il Presidente Obama ha posto termine al conflitto in Iraq con un discorso allo Studio Ovale. "La guerra è finita per le forze di combattimento americane in Iraq. Ma resta ancora molto lavoro da fare". Il presidente Usa ha quindi delineato la nuova fase scattata in Iraq col passaggio alle forze irachene della responsabilità di garantire la sicurezza nel paese

WASHINGTON.  "La guerra è finita per le forze di combattimento americane in Iraq. Ma resta ancora molto lavoro da fare". Non ci sono state proclamazioni di vittoria nel discorso con cui il presidente Barack Obama ha marcato ieri sera dallo Studio Ovale la 'pietra miliare', dopo sette anni, della fine delle missioni di combattimento delle forze armate statunitensi in Iraq. Obama ha espresso ai soldati "la più profonda gratitudine da parte mia e del paese per il grande lavoro fatto in Iraq".

Il presidente Usa ha quindi delineato la nuova fase scattata in Iraq col passaggio alle forze irachene della responsabilità di garantire la sicurezza nel paese sottolineando che le risorse risparmiate in Iraq col ritiro delle truppe Usa potranno essere meglio impiegate su altri fronti della lotta al terrorismo - a cominciare dall'Afghanistan dove i soldati americani possono aspettarsi "duri combattimenti" nei mesi a venire - e sul fronte della economia nazionale.

Perché l'America può essere forte nel mondo solo se può contare su una solida economia. Quello sull'Iraq è stato solo il secondo discorso dallo Studio Ovale del presidente Obama. Il primo, il 15 giugno scorso, era stato dedicato alla marea nera. Il discorso di ieri sera intendeva sottolineare che Obama ha mantenuto la sua promessa, fatta durante la campagna elettorale, di por fine "in modo responsabile" alla guerra in Iraq. E intendeva celebrare il coraggio ed i sacrifici delle truppe americane: oltre un milione di soldati Usa hanno prestato servizio nel paese a suo tempo dominato da Saddam Hussein e oltre 4.400 militari Usa hanno perso la vita nel corsi della missione.

 I critici hanno giudicato comunque 'prematuro' il discorso di Obama che è giunto in un momento in cui l'Iraq, a sei mesi dalle elezioni, non è ancora riuscito a formare un nuovo governo e con il livello di violenza ancora alto. La Casa Bianca aveva già messo le mani avanti: Obama non avrebbe usato la frase 'missione compiuta', a suo tempo usata dal suo predecessore George W. Bush nel maggio 2003 e rivelatasi prematura. Anche il ministro della difesa Robert Gates aveva ribadito a sua volta che "non è ancora il momento dei trionfalismi in Iraq: molte cose devono ancora essere migliorate".

Obama ha sempre criticato la decisione di Bush di invadere l'Iraq. La Casa Bianca ha sottolineato che l'amministrazione Bush ha commesso "enormi errori strategici e tattici" nella conduzione del conflitto in Iraq.

Il presidente Obama ha comunque telefonato ieri al presidente Bush, da bordo dell'Air Force One, alcune ore prima del suo discorso dallo Studio Ovale. I repubblicani hanno sottolineato che Obama è sempre stato "nettamente contrario alla strategia dell'aumento di truppe attuata dalla amministrazione Bush" e "adesso cerca di prendersi il merito" del successo conseguito da tale decisione. Il discorso di Obama mirava ad illustrare il mutamento della missione delle truppe americane in Iraq - scese adesso sotto la quota di 50 mila (erano 140 mila quando Obama era arrivato alla Casa Bianca) - che saranno impegnate d'ora in poi nell'addestramento delle truppe e delle forze di polizia irachene, nella protezione dei civili americani in Iraq e in operazioni di anti-terrorismo affidate alle Forze Speciali. "E' giunto il momento per l'Iraq di assumersi l'incarico di assumere la responsabilità per la sicurezza del paese", ha detto il presidente Obama, che ha inviato il suo voce Joe Biden in Iraq per celebrare il passaggio di consegne. Gli ha fatto eco da Baghdad il premier iracheno Nouri Al Maliki che ha detto che l'Iraq è adesso diventato "un paese sovrano e indipendente".