Torino. Scambiate sacche di sangue: muore una donna
TORINO. Una trasfusione di sangue sbagliata, all'ospedale Molinette di Torino, poi due giorni di agonia. Ma Irene Guidi, 76 anni, non ce l'ha fatta: l'anziana è morta la scorsa notte. Ora sarà la magistratura, che ha aperto una inchiesta, a stabilire il rapporto causa-effetto tra la trasfusione e il decesso. Intanto, però, la direzione sanitaria dell'ospedale più grande del Piemonte ha avviato le procedure per la sospensione, temporanea e cautelativa, del medico che ha scambiato le sacche di sangue.
Un errore umano, una distrazione o forse soltanto una tragica fatalità. La vittima era stata ricoverata sabato mattina. Le sue condizioni erano già "fortemente compromesse": la paziente aveva i sintomi di una emorragia del tubo digerente a causa di una sospetta lesione del duodeno.
Una "anemia cronica acuta" ha suggerito una prima trasfusione, effettuata al pronto soccorso di Medicina. Poche ore dopo, il trasferimento al pronto soccorso di Chirurgia, dove la donna doveva essere sottoposta ad una serie di esami per valutare l'opportunità di un intervento chirurgico. Qui si decide di effettuare una seconda trasfusione e qui si verifica il drammatico errore.
"Sono venute meno le procedure per l'identificazione del paziente" ammette il dottor Marco Rapellino, direttore della struttura qualità e gestione del rischio delle Molinette. Le sacche di sangue che dovevano servire per la trasfusione, appoggiate su uno scaffale, sono state scambiate con un'altra sacca, appoggiata sullo stesso scaffale. A passarle al medico, che per legge è comunque responsabile della trasfusione, sarebbe stato un infermiere.
"Alla donna sono stati iniettati pochi centimetri cubi di sangue, poi è sopraggiunta una lieve crisi respiratoria e il medico si è subito reso conto dell'errore", spiega ancora Rapellino. La paziente è stata quindi trasferita d'urgenza in Rianimazione, dove intorno alle 3 della scorsa notte è deceduta. Questa mattina l'ospedale, che ha avviato una procedura interna e sta valutando la sospensione del medico, ha informato la Procura e ha messo la salma a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'autopsia.
L'esame dovrà stabilire se l'errore sia stato fatale oppure se a uccidere la donna siano state cause naturali.
Intanto, però, la magistratura ha aperto una inchiesta e il presidente della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha chiesto ai carabinieri del Nas di aprire una istruttoria".
"Per il momento non abbiamo intenzione di rivolgerci a nessun legale, aspettiamo l'esito dell'indagine", afferma il figlio della vittima, Roberto Pelisseri.
"Mia madre (per anni caposala all'ospedale Regina Margherita, ndr) è arrivata in ospedale in condizioni già fortemente compromesse. E il fatto che l'ospedale abbia ammesso la propria responsabilità senza nascondersi - aggiunge - ci conforta".
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