Economia

Federmeccanica. Disdetto il contratto della Fiom

08-09-2010

ROMA. Le imprese metalmeccaniche disdettano il "contratto della Fiom", l'ultimo sottoscritto unitariamente dalle rappresentanze sindacali e sostituito, nel 2009, da un accordo separato tra le imprese e le sole organizzazioni di Cisl e Uil.

La decisione, attesa, è arrivata in occasione della riunione del direttivo di Federmeccanica che ha anche dato mandato a sue delegazioni di proseguire il lavoro sulle "deroghe" e di avviare anche una discussione per definire norme specifiche per il comparto dell'auto.

"L'accelerazione che ora abbiamo imposto è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse. Fiat non ha spinto per niente", spiega il presidente della Federazione delle industrie metalmeccaniche, Pierluigi Ceccardi. Ma certo è evidente che così è andato incontro alle esigenze del Lingotto, ben evidenziate dagli interventi di Marchionne.

La linea dura delle industrie viene però accolta come una dichiarazione di guerra dalla Fiom: "prenderemo tutte le decisioni più opportune" avverte il segretario generale, Maurizio Landini, che parla di una decisione "grave ed irresponsabile", di "uno strappo alle regole democratiche del nostro Paese".

In cosa si tradurrà la reazione delle tute blu della Cgil si saprà oggi, quando il sindacato riunirà il proprio Comitato centrale: di certo partiranno iniziative legali e di mobilitazione. "L'epoca delle parole è finita, adesso si deve passare ai fatti con il massimo del rigore e dell'intransigenza nella mobilitazione", sostiene uno degli esponenti dell'ala più dura della Fiom, Giorgio Cremaschi.

Disdetta.  La scelta di disdire il contratto del 2008 è stata presa da Federmeccanica in via "cautelativa, allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende" anche "a fronte delle minacciate azioni giudiziarie Fiom relative all'applicazione dell'accordo". La Fiom sostiene infatti che farà valere il vecchio contratto anche per via legale. Federmeccanica conferma invece la validità dell'accordo del 15 ottobre 2009, firmato solo con Fim, Uilm e Fismic.

Auto. Le aziende hanno anche incaricato un'apposita Commissione ad aprire un tavolo di confronto con il sindacato per "definire norme specifiche per il comparto dell'auto in armonia con quanto previsto in calce al vigente" contratto. Una decisione, questa, che ha lasciato interdette Fim e Uilm. "È una novità. Al tavolo del 15 valuteremo", afferma il segretario della Fim, Giuseppe Farina mentre anche il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, avverte: "Non siamo disponibili a fare un contratto diverso da quello nazionale che già c'é".

Deroghe. Le imprese chiedono un adeguamento del contratto ai principi del nuovo "modello contrattuale", firmato da Confindustria con Cisl e Uil, in modo da "definire intese modificative del contratto nazionale" in caso di situazioni di crisi, sviluppo economico ed occupazionale e per la sanzionabilità degli inadempimenti contrattuali.

Rappresentanza e relazioni industriali.  Federmeccanica inoltre ritiene "urgente" una nuova regolamentazione della rappresentanza sindacale. "Necessario", inoltre, è un adeguamento delle relazioni industriali alla domanda di maggiore "flessibilità che proviene dalle imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all'urto della competizione globale".