Analisi e commenti

Stati Uniti/Non realizzabile la privatizzazione del Medicare. La frenata dei repubblicani

di Domenico Maceri*

15-05-2011


 

"Questo presidente ha criticato aspramente il nostro disegno di legge e la nostra proposta sul Medicare". Parla Eric Cantor, capogruppo repubblicano alla Camera, mentre spiegava ai giornalisti il rallentamento del suo partito sulla privatizzazione del Medicare, il sistema di sanità degli anziani.

La privatizzazione del Medicare era stata proposta dall'ex presidente George Bush ma un passo in quella direzione è avvenuto recentemente alla Camera, controllata dai repubblicani. Paul Ryan, il presidente della Commissione al Bilancio, è l'architetto del disegno di legge che privatizzerebbe il Medicare, approvato dalla Camera recentemente solo con voti del suo partito.

Il fatto che Cantor abbia cominciato ad avanzare dubbi vuol dire che con ogni probabilità non andrà in porto. Ciononostante altri leader repubblicani hanno chiarito che il disegno di legge della Camera continuerà anche se sanno che la maggioranza democratica al Senato non lo approverà e, se anche dovesse approvarlo, ovviamente Obama porrebbe il suo veto.

La privatizzazione del Medicare fa parte del piano di Ryan per ridurre il deficit federale. Come era da aspettarsi anche un mezzo suggerimento di ritirata ha scatenato le proteste del gruppo dei Tea Party, l'estrema destra del Partito Repubblicano.

Il reverendo William Temple, chairman del gruppo Padri Fondatori del Tea Party, ha già accusato il leader della Camera John Boehner di essere un RINO: Repubblican in name only (repubblicano solo di nome). Non che Boehner abbia già abbandonato il piano di privatizzazione del Medicare ma la sola possibilità che ciò avvenga ha provocato le accuse dei Tea Party.

La privatizzazione del Medicare combinata ai tagli stratosferici al Medicaid, l'assicurazione per i poveri, fa parte del piano dei repubblicani di ricuzionone del deficit che secondo il Gop è insostenibile.

È ironico il fatto che la più grande responsabilità dell'aumento del deficit federale ricade sui repubblicani. Quando George Bush si insediò alla Casa Bianca ricevette un bilancio in attivo dalle mani di Bill Clinton. Dopo otto anni di Bush il deficit è salito alle stelle.

Come spiega molto bene Paul Krugman, vincitore del premio Nobel per l'economia, in un recente articolo nel New York Times, vi sono tre ragioni principali per il deficit. La prima è la riduzione delle tasse decisa da Bush che in grande misura ha portato benefici ai benestanti. Seguono le due guerre in Iraq ed Afganistan volute da Bush con il sostegno anche dei democratici. Completa il quadro la crisi economica a Wall Street del 2008 causata dalla speculazione sfrenata, resa possibile dalla mancanza di controlli governativi al sistema finanziario.

Il deficit preoccupa dunque i repubblicani solo quando loro vogliono mettere in atto la loro ideologia. Si tratta essenzialmente di operare tagli ai programmi governativi e di consegnare più soldi alle corporation.

Nel caso del Medicare hanno esagerato perché, nonostante alcune imperfezioni, il programma è molto popolare tra gli americani. Parecchi recenti sondaggi hanno rivelato che una forte maggioranza dei cittadini statunitensi è contraria alla privatizzazione. La maggioranza crede anche che sarebbe più utile aumentare le tasse ai benestanti per evitare di ridurre i servizi del Medicare.

I repubblicani hanno dunque capito che la loro scusa del taglio del deficit non servirà a consegnare gli anziani nelle mani delle assicurazioni private, le stesse mani che hanno il monopolio della copertura assicurativa degli altri americani che non usufruiscono del Medicaid o Medicare, i due sistemi governativi sulla sanità.

Boehner e gli altri leader del Gop dunque andranno piano e cercheranno di imporre tagli altrove. Useranno come ostaggio l'aumento del tetto del debito pubblico per ottenere tagli alle spese. Con ogni probabilità non si arriverà al "default" che creerebbe il caos nelle borse non solo americane ma anche in quelle del resto del mondo.

Si aumenterà il tetto del debito pubblico creando dunque dei tagli automatici se alcuni obiettivi non saranno raggiunti. Gli anziani però potranno dormire tranquilli perché i repubblicani sanno bene che questo gruppo vota attivamente. Come ha detto il senatore democratico dello Stato di New York Charles Schumer, i repubblicani si sono resi conto "che il loro piano di privatizzazione del Medicare sarebbe un disastro politico" alle prossime elezioni.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com). 

 

 

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