La comunità

Il giro delle Americhe in Vespa. Ilario Lavarra è partito un anno fa da New York con la sua "Amerigo Vespuccia"

di Valentina Gravina

22-05-2011


"D'ora in poi viaggerò solo con la fantasia". Con queste parole Jules Vernes, autore francese del Giro del mondo in 80 giorni, prometteva (senza poi mantenere) al padre di placare una volta per tutte la sua folle passione per l'avventura. Ma il "viaggio" altro non è che sogno, fantasia, pensiero che diviene consapevolezza, azione e trasformazione, e bloccarne il desiderio risulta spesso difficile.

Lo sa bene Ilario Lavarra, 28 anni di Milano, partito circa un anno fa per un incredibile viaggio intorno alle Americhe con la sua beneamata Vespa, modello Sprint Veloce classe '70. Un'avventura di oltre 90mila chilometri iniziata da New York e proseguita per l'Alaska, California, Arizona, Messico, Centro e Sud America: dopo aver attraversato il Brasile, l'Argentina, il Cile e Bolivia, Ilario si trova ora in Perù, a Cuzco, pronto per la "risalita" verso la costa ovest degli Usa. Ma come dice lui stesso: "I chilometri, in un viaggio del genere, perdono quasi di significato, sono solo esteriorità con cui a volte può essere comodo relazionarsi. Quello che scandisce il tempo e le distanze stesse - racconta Ilario - sono altre cose, come gli incontri per la strada, le meraviglie che si vedono, i Paesi che si attraversano, la percezione che nel profondo, delicatamente, qualcosa in te sta cambiando".

Un sogno, il suo, cullato dentro per anni, prima ancora dell'università. Un desiderio che è andato crescendo insieme alla passione per la mitica Vespa, vero gioiello di meccanica che ha fatto la storia del nostro Paese, divenuta sua amata e fedele compagna di viaggio. Per Ilario "lei" è molto più di un mezzo di trasporto, è qualcosa dotata di un'anima e di una storia, capace di trasmettere vibrazioni e sensazioni pure, vive.

 "La Vespa per me è una filosofia. La sua ‘non velocità' mi permette di fare parte di quello che sto attraversando in maniera più profonda - ci racconta il giovane rider -,  posso sentire gli odori, ascoltare i rumori e la natura, bagnarmi con la pioggia e soffrire il caldo con il sole, vedere delicatamente quello che mi circonda".

Un'impresa non certo facile, frutto di preparazione e studio dei dettagli. Un sogno che, giorno dopo giorno, si realizza e che ha raggiunto dei traguardi importanti: Ilario e Amerigo Vespuccia, il nome con cui ha ribattezzato la Vespa, sono riusciti ad arrivare lì dove nessuno era mai giunto con un piccolo scooter, ovvero nel Mar Artico, nel profondo nord dell'Alaska. È questo uno dei momenti più emozionanti del suo viaggio: arrivare a Dead Horse, piccolo assembramento di container nella punta settentrionale dell'Alaska, dopo cinque giorni fuori dal mondo, solo per quasi 2000km percorsi in una strada piena di sassi e fangosa, in mezzo al deserto artico.

Il suo viaggio è riportato, tappa dopo tappa, nel blog www.vespanda.com, un diario di bordo ricco di emozioni e scatti incantevoli delle localitá attraversate. Ma forse il bello deve arrivare: chissá infatti se Ilario riuscirá a girare con la sua Vespa per le strade di Cuba, tappa alquanto azzardata, tra le più complesse dell'intero itinerario. In caso positivo sarebbe un altro sogno coronato per il giovane italiano che, per questa avventura vuole contare solo sulle proprie forze: per questo ha deciso di non avere nessuno sponsor: "Voglio essere libero da tutto, senza alcuna costrizione mentale, senza dover rendere conto a nessuno, senza nessun rendiconto economico...dopotutto questo è il mio sogno, solo pura passione!".

E noi, complimentandoci per il coraggio, gli auguriamo di realizzarlo. 

 

Il palinsesto di oggi