I leader occidentali bersagli facili di al Qaeda
Colpire i leader occidentali è un gioco da ragazzi: lo dimostra quanto accaduto al Papa, spintonato da una donna durante la messa di Natale nel 2009 e al presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, colpito, nello stesso anno, in pieno volto da uno squilibrato durante un'apparizione pubblica a Milano.
E' la protezione insufficiente messa in campo dall'Occidente per tutelare i suoi bersagli sensibili che, per il portavoce storico di al Qaeda, Adam Gadahn, meglio conosciuto come ‘Azzam l'americano', deve indurre i musulmani alla "Jihad in territorio nemico". Con la certezza, praticamente assicurata, di centrare gli obiettivi. "Obiettivi facili", come, secondo il terrorista, il Papa e Berlusconi.
In un video della durata di due ore intitolato "Responsabile solo di sé stesso" e prodotto da As Sahab, la sigla che distribuisce i filmati di al Qaeda, Gadahn - solo 33 anni ma da tempo nell'olimpo dei nemici ‘most wanted' d'America - esorta con convinzione i musulmani che vivono negli Stati Uniti ad approfittare della facilità con cui, in quel Paese, ci si possono procurare armi di ogni tipo per uccidere i nemici dell'Islam.
Nel filmato, trasmesso sul web lo scorso 2 giugno e trascritto dal sito di intelligence Starfort, l'ex adolescente californiano nato come Adam Pearlman, e che ora si fa chiamare Azzam al-Amriki, sostiene che figure influenti nei governi, industrie e media dell'Occidente controllato dai sionisti devono diventare "obiettivi di attacchi" perché così verrà fiaccato il desiderio dei loro popoli di combattere l'Islam. Colpire i nemici di Allah nei loro Paesi è facile e inoltre ha un grande impatto propagandistico, dice ancora Gadahn rivolgendosi ai seguaci dell'organizzazione terroristica, incitandoli a comprare fucili e compiere attentati negli Stati Uniti.
"L'America è assolutamente piena zeppa di armi da fuoco a portata di mano: potete andare a comprarvi un fucile esposto al centro commerciale e tornarvene a casa con un'arma senza neanche un controllo e verosimilmente senza dover neanche mostrare un documento d'identità", esorta persuasivo il portavoce della rete terroristica. Insomma, una sorta di terrorismo fai-da-te, che la dice lunga sullo stato di (dis)organizzazione della ‘Base' qaedista dopo la morte di Osama bin Laden.
La prudenza è d'obbligo così come la necessità di non fidarsi di nessuno, mette però in guardia Azzam l'Americano. Ma se i mujaheddin sono attenti e evitano di parlare troppo, le probabilità di successo crescono, è il consiglio dato ai terroristi in erba. "Arrivare a questi criminali non è così difficile come potreste pensare", incalza ancora il portavoce di al Qaeda che precisa: "Abbiamo visto una donna spingere per terra il papa durante la messa di Natale e abbiamo visto come la faccia del premier italiano sia stata colpita durante un'apparizione pubblica". "Basta solo confidare in Allah, scegliere il posto, il tempo ed il metodo giusti".
Nessun commento da ambienti dell'intelligence italiana o dal Vaticano. Una fonte degli 007 interpellata dall'Ansa si è limitata a dire che i servizi segreti lavorano come sempre con impegno e riservatezza per garantire la sicurezza del premier.
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