Il fatto

Lodo Mondadori/Lettera della Cir alle banche per chiedere dil risarcimento. Ghedini: "Fininvest pagherà"

13-07-2011


 

MILANO. Mentre Cir invia la lettera alle banche per chiedere il risarcimento, Fininvest, tramite Niccolò Ghedini, fa sapere che "pagherà ". Si accorciano i tempi, rispetto a quanto previsto nei giorni scorsi, di esecuzione della sentenza con cui sabato scorso la seconda sezione civile della Corte d'Appello di Milano ha condannato la holding del Biscione a versare 560 milioni alla società della famiglia De Benedetti per la vicenda del Lodo Mondadori.

Così ieri mattina mentre Ghedini, storico difensore del premier, dopo l'incontro di lunedì ad Arcore con il pool di avvocati del gruppo, ha annunciato l'intenzione di Fininvest di pagare la somma stabilita dai giudici, i legali di Cir, Elisabetta Rubini e Vincenzo Roppo, hanno ritirato dalla cancelleria la copia autentica del provvedimento di secondo grado. Documento allegato alla richiesta di pagamento che hanno inviato alla cordata di banche, guidata da Intesa SanPaolo e di cui fanno parte anche Unicredit, Mps e Popolare di Sondrio. Si tratta degli istituti di credito che hanno fornito a Fininvest, qualche mese dopo la sentenza di primo grado (allora il risarcimento per Cir era di 750 milioni), una fideiussione di 806 milioni di euro nell'ambito di un accordo tra le due parti. L'incasso effettivo dei 560 milioni è previsto tra una decina di giorni lavorativi. Ghedini, nell'annunciare che Fininvest "pagherà", non si sa se tramite la fideiussione o cash, ha anche aggiunto: "speriamo riavrà i soldi indietro quando la Cassazione farà giustizia, perché non c'é mai stato danno per De Benedetti".

Oltre ad assicurare "di escludere categoricamente un'ipotesi di legge" salva-Finivest, il legale ha poi osservato che i giudici di secondo grado "avrebbero potuto" sospendere l'esecutività immediata del provvedimento depositato quattro giorni fa "ma non lo hanno fatto e certamente non la sospenderanno".

In sostanza, da quanto si può supporre, gli avvocati del Biscione, dopo l'incontro di ieri, avrebbero valutato che i tempi per impugnare la sentenza di secondo grado davanti alla Suprema Corte, e per presentare la contestuale istanza per bloccare l'efficacia del provvedimento di condanna, sono ristretti. Per tanto avrebbero scelto, piuttosto che fare una corsa contro il tempo, di giocare al meglio l'ultima partita con Cir in terzo grado, quando la Cassazione metterà la parola fine a una vicenda, la cosiddetta Guerra di Segrate, che si è aperta più di vent'anni fa.

Il procedimento che si è chiuso sabato scorso in appello non è altro che il risvolto civile di un processo penale finito con la condanna definitiva per corruzione in atti giudiziari del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico, in quanto la sentenza del gennaio del '91, che aveva annullato il lodo arbitrale favorevole a De Benedetti consegnando la casa editrice nella mani di Silvio Berlusconi, fu ‘'comprata".