Dall'Italia

Caprarola. La famiglia piange Lorenzo morto in Afghanistan

13-07-2011


 

CAPRAROLA (Viterbo). Quella di ieri sarebbe dovuta essere la sua ultima missione di ricognizione dalla base 'Lavaredo', l'avamposto del contingente italiano nel distretto di Bakwa, in Afghanistan. Poi, Roberto Marchini sarebbe tornato in Italia per una licenza. I genitori, il padre Francesco e la madre Pina, lo attendevano venerdì prossimo a Caprarola, in provincia di Viterbo, paese in cui era nato e cresciuto. Il 21 luglio, prima di far ritorno in Afghanistan, avrebbe festeggiato il suo ventinovesimo compleanno con i familiari e gli amici. Invece, venerdì, i genitori e la sorella si vedranno restituire la sua salma, lacerata da un ordigno, avvolta nel tricolore.

La notizia della morte del parà della Folgore ai familiari è stata data ieri mattina dal generale Giuseppe Pilosio, vice comandante del comando militare della Capitale. Altri rappresentanti dell'Esercito hanno avvisato la sorella di Roberto, Luisa, che vive e lavora a Tivoli (Roma). E' infermiera in una clinica.

"I genitori del ragazzo hanno reagito con grande dignità alla notizia della morte del figlio", ha commentato il generale Pilosio. Subito dopo è arrivato il vescovo della diocesi di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi.

"C'è un grande dolore ma anche un'ammirevole compostezza nei genitori di Roberto", ha detto all'uscita dall'abitazione in via Roma.

In poco tempo, la notizia della morte di Marchini si è diffusa in tutto il paese, sul quale è calata una coltre di silenzio e di lutto. Centinaia di persone hanno fatto visita ai genitori e alla sorella. Quasi tutti avevano gli occhi lucidi e nessuna voglia di parlare. Alle domande dei giornalisti rispondevano scuotendo la testa.

"Era un bravo ragazzo, amico di mio figlio Pietro fin da bambino - racconta una donna - si vedevano ogni volta che veniva in licenza, cenavano insieme e facevano le cose tipiche dei ragazzi di quella età".

Nessuno degli amici più stretti del militare, quelli con cui è cresciuto, vive a Caprarola.

"Sono tutti andati via per cercare lavoro - spiega uno zio di Roberto - chi nell'esercito, chi per fare altri mestieri".

Ma i tanti amici del parà, anche quelli oggi lontani, si sono subito dati appuntamento su Facebook dove è nato il gruppo "Onore al caporal maggiore Roberto Marchini": centinaia le adesioni, in pochi minuti.

Secondo il parroco del paese, don Mimmo Ricci, la salma di Roberto dovrebbe giungere a Roma entro giovedì. Venerdì dovrebbero tenersi i funerali di Stato nella Capitale. Nel pomeriggio, alle 18, invece, dovrebbero svolgersi i funerali privati a Caprarola. Le date e gli orari, ha spiegato il sacerdote, non sono ancora definitivi in quanto il rientro del feretro dall'Afghanistan potrebbe subire dei ritardi.

"Per l'occasione - ha detto il sindaco del paese Eugenio Stelliferi, che in mattinata ha fatto mettere le bandiere degli edifici pubblici a mezz'asta - proclameremo il lutto cittadino. Inoltre, allestiremo una camera ardente nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, per dare modo a tutti i cittadini di rendere omaggio al nostro Roberto".

Commozione e dolore anche tra i commilitoni di Marchini dell'Ottavo reggimento guastatori di Legnago, in provincia di Verona, dove il giovane era in servizio dal 2 agosto 2005.

"Una persona eccellente. Un ragazzo d'oro sempre allegro, legato alla divisa e attaccato al dovere", hanno detto suoi colleghi.

Sul piano professionale Marchini è ricordato come un "eccellente guastatore, che faceva parte di un team specializzato nella ricognizione e individuazione di ordigni". Attività che stava svolgendo quando è stato investito e ucciso da un'esplosione.