Dall'Italia

Agguato. Ucciso "il Teppista". La vittima aveva litigato con dei pregiudicati.

28-07-2011

ROMA. Era come una scheggia impazzita pronta ad aggredire chiunque, con un passato di rapine in tutta Italia. Ma negli ultimi giorni aveva osato litigare con qualche ‘intoccabilè. E oggi è stato ucciso a colpi di Magnum 44 in un agguato a Torrevecchia, alla periferia di Roma. Aveva 30 anni e alle spalle un lungo curriculum criminale, Simone Colaneri, un pregiudicato romano, detto ‘il teppistà, vittima di una raffica di proiettili calibro 12 in strada, in pieno giorno, a via Bembo.

Quello di oggi è il terzo agguato nel giro di un mese che si svolge in strada a Roma, con modalità simili. In serata gli agenti della polizia stanno interrogando, per capire il loro eventuale coinvolgimento, alcuni pregiudicati, forse due. Non sono esclusi eventuali fermi nelle prossime ore. Ieri Colaneri aveva litigato con alcuni pregiudicati ed era stato visto girare con un coltello in strada. Aveva avuto diverse discussioni persino con la madre e un'altra parente.

L'ultimo litigio in una pizzeria, da ‘Mister Pizza', che si trova nella stessa zona dell'agguato e della sua abitazione. Per questo era stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. Ma oggi è arrivata la vendetta dei presunti killer: una o due persone a bordo di uno scooter hanno sparato contro di lui più di cinque colpi di pistola, che lo hanno ferito all'addome, alla schiena e all'inguine fino ad ucciderlo.

Colaneri è morto dissanguato per la ferita a un'arteria dell'inguine ed era arrivato già in fin di vita all'ospedale San Filippo Neri. La squadra mobile di Roma sta indagando a trecentosessanta gradi per capire se i retroscena dell'agguato di oggi siano legati o meno a "tessuti criminosi" ma dedica anche attenzione agli episodi che hanno coinvolto la vittima dell'agguato nelle ultime ore.

‘Il Teppista', soprannominato così per il suo atteggiamento spavaldo e di violento attaccabrighe, era stato arrestato per rapine a Pescara, Lucca, Jesolo, Frosinone, Pisa, Firenze, Riccione ed Empoli. Tra i reati, anche quelli per estorsione e droga registrati in almeno cinque pagine di precedenti. Litigava anche in carcere con i detenuti e aggrediva le guardie penitenziarie.

L'episodio di Torrevecchia riporta alla mente due sparatorie avvenute questo mese a Roma con modalità simili, e sempre in strada. Il 5 luglio, nel quartiere Prati, venne ucciso Flavio Simmi, figlio di un gioielliere.

Già qualche mese prima, la vittima era stata gambizzata proprio davanti alla gioielleria di famiglia a Campo Dé Fiori. Cinque giorni dopo, il 10 luglio, ennesima sparatoria, questa volta al Tiburtino, in cui rimase ferito un pregiudicato romano.

Episodi di sangue che hanno alimentato anche oggi, dopo l'ennesimo agguato, la polemica sulla sicurezza a Roma, che ha infiammato il fronte politico. Proprio ieri era stato annunciato l'arrivo, da settembre, di 360 uomini delle forze dell'ordine a Roma, tra polizia e carabinieri.

"Ormai la situazione a Roma è drammatica - ha detto l'esponente del Pd Walter Veltroni, ex-sindaco di Roma - È un gravissimo errore sottovalutare il clima di violenza che si respira e la velocissima penetrazione delle organizzazioni criminali nell'economia e nel territorio della città".

Ma per il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, "bisogna evitare analisi frettolose, sia in chiave di drammatizzazione che di sottovalutazione, di questi crimini per comprendere con esattezza la situazione e utilizzare nel modo migliore le nuove risorse di Polizia e Carabinieri che sono state assegnate alla Capitale. Chiedo a tutte le forze dello Stato il massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini a Roma". "Il Questore ritiene che l'omicidio di oggi - ha precisato Alemanno - derivi da conflitti personali più che da un movente di criminalità organizzata".

 

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