La politica

Berlusconi da Napolitano per la nomina di Nitto Palma

28-07-2011

Il presidente della Repubblica ha firmato la nomina di Nitto Palma a ministro della Giustizia, al posto del dimissionario Angelino Alfano, e di Anna Maria Bernini come nuovo ministro senza portafoglio destinata alle politiche comunitarie.

ROMA. Un colloquio durato poco meno di mezz'ora all'insegna della massima formalità. Così viene descritto l'incontro al Quirinale tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (presente anche Gianni Letta) in cui il presidente della Repubblica ha firmato la nomina di Nitto Palma a ministro della Giustizia, al posto del dimissionario Angelino Alfano, e di Anna Maria Bernini come nuovo ministro senza portafoglio destinata alle politiche comunitarie. Per il resto, si commenta in ambienti parlamentari della maggioranza, freddezza. Nessun chiarimento sarebbe arrivato da Berlusconi sul tema dello spostamento al Nord di alcuni ministeri. Un argomento su cui il Colle ha espresso "preoccupazione" inviando una lettera al capo del governo. E sembra che da palazzo Chigi non arriverà nessuna risposta scritta anche se il Cavaliere avrebbe rassicurato il Quirinale di voler affrontare la questione oggi in Cdm "esortando" i ministri a riflettere sul monito del presidente della Repubblica.

Ma al di là delle formalità, quello che sarebbe, appunto, emerso dall'incontro è proprio la distanza tra Berlusconi ed il presidente della Repubblica sulle modalità per affrontare e risolvere i problemi, così come sulle decisioni prese per il completamento della squadra di governo.

Nitto Palma, raccontano nella maggioranza, non avrebbe incontrato il favore totale del Capo dello Stato. Inoltre, l'assenza di una risposta formale da parte di palazzo Chigi ai rilievi avanzati dal Quirinale sui ministeri a Monza non ha certo aiutato il dialogo.

Tant'é che ci sarebbe più di qualche perplessità, anche all'interno del centrodestra, sulla possibilità che il Cavaliere possa chiudere la questione oggi in Consiglio dei ministri.

Difficilmente la Lega, è ad esempio il ragionamento che si fa nel Pdl, farà retromarcia avendo issato la propria bandiera sulla battaglia per decentrare i dicasteri. L'unico a poter ‘cantare vittoria' sembra al momento solo Angelino Alfano. L'ex Guardasigilli infatti potrà finalmente liberare via Arenula e dedicarsi a pieno ritmo al rilancio del Popolo della Libertà. Un assetto che ha convinto alla fine anche il Cavaliere, in dubbio fino alla fine sull'opportunità di accelerare l'avvicendamento in un ministero così strategico.

Il completamento della squadra di governo chiude il toto nomine su due caselle pesanti e consente al Cavaliere di poter fornire rassicurazioni sull'esecutivo: "Io vado avanti e con il nuovo ministro della Giustizia riparte l'azione del governo", é stato il ragionamento fatto nel corso di un pranzo con i presidenti di Regione del Pdl. Ma restano i malumori all'interno della maggioranza per le scelte fatte. Che la promozione di Palma, così come della Bernini, abbia scontentato più di qualche pretendente è cosa nota. Ma la nomina del sottosegretario all'Interno a ministro riapre gli appetiti della pattuglia di parlamentari che spera di entrare nella squadra.

Oltre alla poltrona lasciata libera dal neo ministro ci sono infatti dei posti ancora vacanti, come quello di vice ministro allo Sviluppo Economico e quello di sottosegretario dopo l'addio della Libdem Daniela Melchiorre. E nei capannelli a Montecitorio é ripartito il chiacchiericcio sulle nuove nomine ‘da fare' tra viceministri e sottosegretari . A reclamare una ‘promozione' è il gruppo dei Reponsabili, (si parla di Elio Belcastro). E nel Pdl circolano i nomi di Nunzia De Girolamo e Pino Galati.

 

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