Dagli USA

Crisi USA. La battaglia dei piani non si ferma

28-07-2011

NEW YORK. E' corsa contro il tempo. Alla scadenza del 2 agosto per aumentare il tetto del debito mancano 6 giorni e in Congresso la battaglia va avanti.

A sparigliare le carte è il Congressional Budget Office che, valutando i due piani concorrenti, dichiara che la misura democratica offre maggiori risparmi in 10 anni, costringendo lo speaker della Camera, John Boehner, ad annullare il previsto voto sul suo piano e a rivederlo, anche a fronte del crescente coro di no interno al partito.

Boehner e il leader dei democratici alla Camera, Harry Reid, fanno lobby e corteggiano i membri dei loro partiti per cercare di ottenere i voti necessari.

La casa Bianca ritiene che nessuna delle due soluzioni abbia i voti per passare e lavora a un piano B, da finalizzare nel fine settimana per un voto lunedì o martedì. "C'é ancora spazio per un compromesso. Il Congresso agirà, non ci sarà default. Il tempo sta per scadere: ritardare una soluzione aumenta l'incertezza", afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che un downgrade sarebbe negativo, ma un default "catastrofico".

Le negoziazioni vanno avanti, sotto la pressione dei mercati, con Wall Street in calo per la quarta seduta consecutiva, con l'attenzione delle agenzie di rating che hanno affrontato ieri in Congresso l'ira dei parlamentari, e in attesa della stima preliminare del pil per il secondo trimestre.

Gli analisti scommettono su una crescita dell'1,8%, la più bassa da un anno. La Fed certifica il rallentamento: "l'economia cresce ma a un ritmo più moderato in 8 dei 12 distretti", "il mercato del lavoro resta debole".

E in questa cornice un default avrebbe un impatto severo: un "downgrade è negativo" ma un default sarebbe "catastrofico", avverte la Casa Bianca, ribadendo l'opposizione al piano Boenher. "C'é un accordo di massima sui tagli. Il nodo è il secondo voto".

Il piano Boehner si articola in due fasi: una con un aumento del tetto del debito immediato e tagli alle spese per 1.200 miliardi di dollari.

La seconda fase è nel 2012, in piena campagna elettorale. Secondo il Cbo, l'organismo indipendente che fornisce agli eletti analisi economiche, il piano Boehner nella prima fase offrirà risparmi per soli 850 miliardi di dollari.

Il Cbo non si esprime sulla seconda fase perché ritiene impossibile stimare se la commissione che verrà creata per determinare i tagli possa trovare un accordo.

Il piano di Reid offre maggiori risparmi, 2.200 miliardi di dollari in 10 anni.

Un default - secondo banchieri e analisti - non ci sarà, ma i cds sugli Stati Uniti volano e fanno pagare la possibilità di un downgrade, che farà salire i tassi di interesse sui mutui e causerà volatilità sui mercati. Le aziende si preparano e accumulano liquidità.

E il Tesoro ribadisce: "la scadenza del 2 agosto è rigida" per evitare un default. L'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's ritiene che un "default non ci sarà", ma la traiettoria del debito "va gestita".

Gli economisti ritengono che il governo abbia fondi sufficienti per continuare a pagare i proprio conti dopo il 2 agosto per diversi altri giorni.

 

Il palinsesto di oggi