Economia

Monito Ue all'Italia. Cinque regioni del Sud in forte ritardo nell'utilizzo

28-07-2011

BRUXELLES. La Commissione europea suona il campanello d'allarme sui ritardi nell'utilizzo dei fondi strutturali europei. Cinque lettere sono state inviate nelle ultime settimane dal commissario alla Politica regionale, Johannes Hahn, a Sardegna, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, mettendole in guardia sui rischi di riduzione dei contributi europei se, entro l'anno, non riusciranno a spendere le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Sollecitate da Hahn, secondo quanto appreso dall'Ansa, anche le Regioni di altri Paesi europei in ritardo sul fronte dell'uso dei fondi Ue.

Il tempo stringe. A fine anno infatti Bruxelles chiuderà i conti sull'utilizzo dei Fondi strutturali 2007-2009 (nell'ambito dello prospettive che vanno al 2013) e gli stanziamenti non spesi verranno persi dallo Stato a cui erano stati assegnati, per essere destinati ad altri impieghi. In tutto l'Italia, in base agli ultimi dati a disposizione, deve spendere 2,8 miliardi entro il prossimo 31 dicembre, ossia il 40% delle risorse Ue (tra programmi nazionali e regionali) che le sono state assegnate nel periodo 2007-2009. Il quadro globale della situazione sarà comunque aggiornato a breve: a fine mese l'Italia pubblicherà i dati ufficiali relativi all'uso dei Fondi strutturali Ue al 30 giugno 2011. Negli ultimi mesi l'Italia ha comunque registrato un'accelerazione nell'utilizzo dei fondi strutturali, così come aveva promesso il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, nel suo incontro con il commissario Hahn, lo scorso 15 marzo a Bruxelles. In quel momento lo stato di attuazione dei programmi era fermo al 9,5% delle risorse del Fesr, ora è salito al 16,5%.

I primi della classe, che hanno già utilizzato i fondi a disposizione 2007-2009, sono il programma operativo nazionale ‘Istruzione' e i programmi operativi regionali (Por) della Toscana, della Valle d'Aosta e della Provincia autonoma di Trento. Segue a ruota il programma della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige a cui resta da spendere entro la fine dell'anno il 3,2% dei fondi Ue. In buona posizione anche il programma della Lombardia, con l'11,2% degli stanziamenti ancora da attuare; il programma nazionale ‘Reti e Mobilità' a cui resta l'11,8% degli stanziamenti da completare, così come i Por Emilia Romagna e Veneto con rispettivamente il 13,3% e 15,7% dei fondi Ue da realizzare. Ben diversa la situazione per le cinque regioni italiane a cui è destinata la fetta più grande dei fondi europei e su cui é puntata l'attenzione della Commissione: entro il 2011 devono arrivare a spendere complessivamente circa 1,7 miliardi. In caso di mancata spesa, rischiano di essere penalizzate. Come annunciato dallo stesso Fitto, l'Italia è pronta a "muoversi anche con una serie di sanzioni condivise con la Commissione, per evitare la perdita di risorse".

A Bruxelles mancano ancora ‘all'appello' il 53% dei fondi della regione Campania (oltre 600 milioni di euro); il 42% di quelli della Sicilia (più di 460 milioni); il 49% dei finanziamenti della Calabria (circa 365 milioni); il 42% di quelli della Puglia (oltre 355 milioni). Per la Sardegna, con il 37% dei fondi da usare (oltre 110 milioni), la preoccupazione è per i ritardi presi sugli impegni di spesa.

 

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