La diaspora della destra. Incontriamoci a Mirabello
La diaspora del popolo di Destra, disperso da tempo in una vasta area politica ormai disomogenea, non ha ancora trovato pace in una nuova casa solida. Quello che è certo però, un'identità così piena di valori non può soffocare nel marasma generale di una società che, nella crisi di carisma del leader per eccelenza - dono spirituale abusato incoscientemente dal mitico Divo Silvio - è allo sbando.
Questo è un momento epocale, per affrontarlo dobbiamo sapere - italiani ed europei - chi siamo, e non possiamo rimanere ostaggio di una guida confusa, sgomenta, insicura.
Non ho nessuna voglia di sparare su un uomo morto, anzi mi rende triste pensare di aver tanto creduto nella speranza di un rinnovamento verso la modernità, l'efficienza, il merito, che un uomo di tal sembianza di successo ci aveva saputo infondere. Nè ho da indicare il prossimo Mago Merlino da seguire ed osannare ciecamente in un trionfo di nuove bandiere, slogan positivi e vincenti, o un altro Figaro della politica che tutti cercano e tutti vogliono, ‘indotto alla perdizionè dall'entusiasmo della gioventù più splendida ma corrotta o assillato dall'adorazione di cortigiani pronti a cogliere qualsiasi opportunità di fare affari. Come italiana ordinaria ne ho abbastanza di rappresentazioni teatrali ad effetto, o di belle chiacchiere da manuale della comunicazione.
Ho esultato per la ribellione civile della gente di Parma contro i propri pseudo governanti cittadini. E ne seguiranno ancora in altre città ne sono certa. Il popolo italiano torna nelle piazze contro i farabutti che hanno abusato del potere che era stato a loro affidato.
Questo è il momento per dare sfogo all'esasperazione ma soprattutto per ricostruire il patto alle fondamenta della società civile. Fuori dalle nebbie fumogene! nessuno è più disposto a lasciar correre.
Siamo in un mare in tempesta, non in un videogame con mostri sempre più grossi e brutti da abbattere, il rischio di rovesciarci è alto, ancor di più di non arrivare indenni a terra.
Non ho mai visto in Italia una tale partecipazione attiva della gente alla necessità di far rispettare un principio sacrosanto, come quello di assicurarsi che le tasse vengano pagate da tutti. Lo scontrino viene richiesto a gran voce nei negozi, e perfino i bambini sono consapevoli che esistono i buoni e i cattivi: chi lavora e fa il proprio dovere e chi fa il furbacchione ma non ha ormai certamente più spazio per vantarsene.
C'è un appuntamento per quel popolo di Destra che si è forse disciolto ma non consumato invano.
Nessuno ha forse veramente capito le scelte di Fini nello sciogliere An, entrare nel Pdl, uscirne, fondare Fli e restare nel suo ruolo istituzionale, ma ho fiducia che il tempo gli darà ragione. I valori di Destra esistono a dispetto delle ragioni tattiche o strategiche della competizione politica di breve e di lungo periodo.
Ed è per questo che io andrò all'incontro di Mirabello del 10-11 settembre prossimo. E là, con me, voglio finalmente ritrovare la gente della mia Destra, per riconoscerci negli stessi principi nei quali siamo stati allevati ed educati, nei quali è bello credere, nonostante il tempo abbia cambiato il contesto socio economico.
È passato un anno dal primo appuntamento, durante il quale sono caduti i rami secchi ai quali si sono impiccati i fasulli mentre le radici si sono rafforzate. È la nostra occasione. L'identità di Destra segnerà il percorso verso un nuovo modello sociale perchè la partecipazione è garantita, tanto rivoluzionario quanto il popolo di Destra crederà in se stesso e nella propria forza interiore.
Si può attraversare qualsiasi avversità con coraggio ed umanità se si mantiene alta e ferma la propria dignità.
*Giornalista freelance e blogghista residente in Australia e aderente a Fli
Frittelle di kiwi, mango, papaya e nashi
17-03-2012
19-11-2011








