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Calcio. Il Napoli pareggia a Manchester

15-09-2011

MANCHESTER (Inghilterra). Chi pensava che il Napoli fosse venuto a Manchester per la sua prima uscita in Champions League, dopo 21 anni di assenza, per immolarsi e fare la figura della pecora davanti al lupo, aveva fatto male i suoi calcoli. La squadra di Mazzarri esce dall'Etihad Stadium con un pareggio importante, forse fondamentale per i suoi destini futuri in questo girone di Champions. Un 1-1 sofferto, agguantato con coraggio, al termine di una partita dura e difficile, tatticamente ben giocata dai partenopei che, a dispetto dei pronostici, escono dal terreno di gioco di Manchester rafforzati nell'autostima, oltre che nella classifica.

Sembrava alla vigilia che la partita fosse segnata, che il Napoli dovesse e potesse solo fare un po' di esperienza utile per il futuro. D'altronde lo si era detto prima ancora di cominciare che sarebbe stata dura: non a caso quello del Napoli era stato definito il girone della morte ed indicato da tutti come il più difficile dell'intera prima fase a gironi della Champions.

Mazzarri, poi, lo aveva provocatoriamente fatto notare nei giorni scorsi: il valore di una squadra si misura dal monte ingaggi della sua rosa. E tra il Manchester City ed il Napoli non ci sarebbe dovuta essere partita.

E invece gli azzurri - sostenuti a Manchester dal tifo coraggioso ed appassionato di oltre tremila tifosi, giunti in Inghilterra per la gran maggioranza da Napoli, ma anche da diverse altre località d'Europa - lottano con tutte le loro forze, e frenano in casa loro i Citizens, un complesso di grandi giocatori, assemblati da Roberto Mancini. Gli inglesi esercitano complessivamente un discreto predominio di gioco, ma il Napoli regge bene e le offensive dei padroni di casa non riescono quasi mai ad incidere in maniera concreta.

Mazzarri non aveva altra scelta che quella di puntare tutto sulla velocità dei contropiedisti azzurri ed il comportamento dei tre tenori, Cavani, Lavezzi ed Hasmik, ripaga il tecnico che riponeva in loro la maggior parte delle speranze di uscire indenne dall'Etihad Stadium.

E poi ci sono il centrocampo e la difesa che riescono a contenere l'urto dell'attacco inglese: un attacco atomico, con Dzeko, Tevez ed Aguero schierati tutti e tre contemporaneamente da Mancini (Balotelli era in tribuna per squalifica).

Nei primi dieci minuti della partita il Napoli è afflitto dalla sindrome del debutto. Gli azzurri sembrano avere le gambe pesanti e le idee annebbiate. Il City attacca a tutto spiano e, pur non riuscendo a creare clamorose occasioni da gol, mette a dura prova la resistenza della retroguardia partenopea. Nel frangente Campagnaro, Aronica e Cannavaro, sia pure quest'ultimo con qualche affanno a causa della straripante fisicità di Dzeko, tengono in piedi la squadra.

Un paio di incursioni di Lavezzi con qualche spunto di pericolosità hanno però l'effetto di svegliare la squadra da quel suo pericoloso torpore.

Nella fase centrale del primo tempo il Napoli tiene decisamente botta, risponde colpo su colpo e fa anche tremare i Citizens al 17' proprio con Lavezzi che colpisce la traversa con una splendida conclusione a giro.

Nella fase finale della prima frazione di gioco, il Manchester City riprende il sopravvento e pareggia, con un colpo di Yayà Touré che si infrange sulla traversa, il conto dei legni colpiti.

Nel secondo tempo il Napoli perde dopo una decina di minuti Lavezzi che zoppica ed è costretto ad uscire, ma conquista spazio e per un buon periodo tiene il City schiacciato nella propria metà campo. In questa fase si distinguono per una notevole intensità di gioco Inler e Gargano, aiutati anche da Dzemaili che ha preso il posto del Pocho Lavezzi e che dà spesso man forte ai compagni di reparto.

Al 24' il gol del vantaggio (contropiede lanciato da Hamsik che innesca Maggio, palla in profondità per Cavani bravo a realizzare con un rasoterra tra le gambe del portiere) non giunge inaspettato, perché arriva al culmine di un netto predominio di gioco degli azzurri. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere, tuttavia sfocia nel pareggio per un fatto casuale, una punizione calciata alla sua maniera dall'ex laziale Kolarov.

A quel punto manca un quarto d'ora del termine della partita e c'é tanto da soffrire. Ma questo Napoli europeo è conscio della propria forza, non è un'entità astratta. I partenopei si fanno forza a vicenda, non solo non tremano ma appena possono fanno la faccia cattiva e nel finale con Pandev mettono paura ancora ai padroni di casa.

Poi il fischio finale ed una consapevolezza: questo Napoli è diventato davvero una forza anche in Europa.

 

SPOGLIATOI

 

MANCHESTER (Inghilterra). È un Walter Mazzarri raggiante quello che si presenta in sala stampa al termine di una partita difficile e sofferta, che si è conclusa con un risultato importante per il futuro e per il morale del Napoli. È un Mazzarri che mostra un'apparente calma serafica e che a stento trattiene la soddisfazione; che, tuttavia, si legge chiaramente nell'espressione del viso. E come potrebbe essere diversamente, quando un debutto tanto temuto in Champions viene affrontato con una simile spavalderia dalla sua squadra? Però il tecnico del Napoli non può nascondere il rammarico di aver sfiorato la vittoria, sfuggita solo per una punizione di Kolarov.

"La soddisfazione è tanta - dice - ma c'é anche del rammarico. Premetto che non era facile fare una prestazione del genere contro una squadra con valori così alti e che prima della gara avremmo sottoscritto il risultato: ma quando siamo andati in vantaggio, credo meritatamente, abbiamo imposto il gioco, abbiamo creato diversi presupposti per vincere. Avevamo possibilità di chiuderla e non l'abbiamo fatto e per questo c'é rammarico".

"Faccio un elogio a tutti - aggiunge - Hanno coperto tutti gli spazi. Nei primi minuti, trovandoci di fronte ad una squadra così importante e su un palcoscenico del genere eravamo un pò contratti. Non eravamo sciolti nel ripartire e distenderci nel modo giusto. Siamo rientrati in campo con piglio ancora migliore e si è giocato molto bene a calcio. Dzemaili ha dato superiorità numerica in mezzo al campo".

"Lavezzi - conclude il tecnico livornese - si è fatto male e mi ha chiesto la sostituzione (ha subito una forte contusione al calcagno e oggi dovrà fare una radiografia di controllo, ndr). Per uscire vuol dire che il Pocho non ce la poteva fare. Non so se potrà essere in campo contro il Milan. Lavezzi era stato tra i migliori, ma anche dopo l'ingresso di Dzemaili, tutti si sono espressi molto bene".

Sull'altro fronte, Roberto Mancini a malapena dissimula la delusione per un epilogo inaspettato. "Il risultato - dice - è giusto. Abbiamo giocato bene nel primo tempo, anche se abbiamo tenuto troppo la palla. Nel secondo troppo abbiamo dato troppo spazio al Napoli e loro sono diventati pericolosi. Tuttavia complessivamente sono contento".

"Prima partita - aggiunge Mancini -, eravamo nervosi. Tutti volevano fare gol. Comunque tutti hanno dato il cento per cento. È stata la prima partita e, tutto sommato, mi è piaciuta".

"Noi abbiamo giocatori fantastici - conclude il tecnico del City - l'importante è giocare sempre un calcio semplice ed oggi non sempre lo abbiamo fatto".

All'Etihad Stadium oggi era presente, per la prima volta da quando il figlio allena i Citizens, anche il papà di Mancini. "Per il momento - commenta il tecnico a fine partita - non ci siamo ancora visti. Aspetto più tardi le sue critiche ed osservazioni".

 

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