Calcio. Milan e Inter vincono, il Napoli no
MILAN-CESENA 1-0
L'EMERGENZA INFORTUNI continua, e qualche incertezza pure. Ma il Milan trova contro il Cesena una gran partita di Clarence Seedorf che, con un gol da cineteca in apertura di match, e poi dettando i tempi e i ritmi della squadra da fuoriclasse, riporta il Milan alla vittoria, la prima di questo campionato.
Allegri, che deve fare a meno di una squadra intera di titolarissimi, aveva chiesto ai suoi tre punti per ripartire dalla stessa identica posizione di classifica dello scorso campionato. La squadra, pur mostrando ancora amnesie e un equilibrio non sempre perfetto, lo ha accontentato con una gara fatta di cuore, di pressing e di sacrificio anche da parte di giocatori che non sembrano adattissimi a questo incarico come Cassano (bella la prova del barese) e El Shaarawi.
Il Milan si presenta con Emanuelson trequartista (in pratica un centravanti arretrato) e Seedorf mezz'ala sinistra, cioé quel ruolo che ‘mister x' inseguito per tutto il mercato e che Allegri aveva provato ad affidare ad Aquilani, ieri in panchina. La gran magia dell'olandese al 5' mette subito in discesa la gara e il Cesena, per il quale Giampaolo aveva pensato a qualcosa di meno audace del 4-3-3 che ha fruttato finora zero punti, è costretto a cambiare. Va più avanti Guana che era partito davanti alla difesa, con Eder in panchina (c'é Martinez, con Martinho a centrocampo).
Nella ripresa, con il risultato ancora da inseguire, il correttivo con Ghezzal per Martinez ed Eder al posto di Candreva. Dopo il gol di Seedorf comunque c'era spazio in campo e il Milan, girando bene palla, aveva continuato a premere creando ancora qualche occasione da gol.
Il Cesena si era visto meno, ma quando si è affacciato ha fatto emergere le apprensioni consuete dei rossoneri in difesa. Al 20' cross rasoterra di Candreva, Abbiati tenta di arrivarci di piede e non tocca la palla, che, per sua fortuna non è intercettata neanche da Martinez nell'area piccola. Comunque questo Milan senza prime punte, con Seeedorf ad inventare quasi tutto - i ritmi del possesso e gli allunghi - è convincente dalla cintola in su e in difficoltà quando viene attaccato.
I quattro rossoneri dietro, spesso molto alti, sono costretti ad interventi al limite del regolamento. Taiwo becca il giallo al 30' e un attimo prima dell'intervallo è graziato dall'arbitro Giannoccaro che non se la sente di cacciarlo per un intervento da dietro su Guana.
Deve provvedere Allegri che lo sostituisce con Zambrotta al 7' della ripresa, quando anche Yepes finisce sul taccuino dell'arbitro per aver fermato Mutu con le cattive. Allegri manda anche in campo Aquilani dal 21' per El Shaarawi, che si era sfiancato in un pressing costante sui difensori avversari e che aveva avuto l'occasione per raddoppiare in apertura di ripresa servito da un preciso passaggio di Emanuelson. Ravaglia si è superato respingendo.
La partita non fornisce altre emozioni perché il Milan ha l'umiltà di controllare con grande attenzione il gioco. Allegri dal 21' in avanti lascia in campo una sola punta e si copre. Il Cesena - lo dimostrano i suoi zero punti - non può scardinare la difesa del Milan quando è schierata.
Qualche spicciolo anche per Inzaghi accolto da un'ovazione ma mercoledì prossimo contro il Viktoria Plzen è indispensabile recuperare almeno Ibrahimovic e Ambrosini, visto che il ‘giovane' faraone non è in lista Uefa e i rossoneri devono cominciare a far punti anche in Champions League.
BOLOGNA-INTER 1-3
Se una rondine non fa primavera, figuriamoci una sola partita sulla panchina dell'Inter. Ad ogni modo, in attesa di più corpose verifiche - con il Cska in Champions League e con il Napoli in casa - Claudio Ranieri bagna il suo debutto contro il Bologna con una bel 3-1 al Dall'Ara, rimpolpa l'anemica classifica nerazzurra e tiene fede al suo soprannome di 'aggiustatore'.
Una stretta ai bulloni in difesa, tornata a quattro - Chivu e Nagatomo sulle fasce, Samuel e Lucio centrali -; una cerniera di centrocampo con Obi, Cambiasso, Zanetti e il giovane Coutinho a galleggiare tra le linee con licenza di modificare a piacimento lo schema di gioco passando dal 4-4-2 in fase difensiva ad un 4-3-1-2 sui ribaltamenti di fronte; e, davanti, la coppia Forlan-Pazzini. E proprio il ragazzo che segna una 'valanga di gol' e piace tanto a Massimo Moratti, quello che Gasperini lasciava a lungo in panchina, è il segno della 'nuova Inter'.
Acclamato dallo spicchio milanese del Dall'Ara - che gli regala striscioni dolci come il miele - il 'Pazzo' corre a perdifiato, svaria su tutto il fronte d'attacco e incrocia sistematicamente con il 'puntero' uruguaiano, lasciando senza riferimenti la retroguardia rossoblù.
Non a caso, dopo un'occasione sprecata da Samuel a tu per tu con Gillet su liscio di Portanova e un palo da fuori area colpito da Forlan, è l'ex sampdoriano a timbrare il vantaggio interista con una saetta, appena deviata dal portiere avversario, su pregevole combinazione Forlan-Cambiasso.
Una rete di potenza e precisione che scaccia i fantasmi di un avvio di stagione, personale e di squadra, decisamente da dimenticare. Primo vero sussulto di una partita - che il Bologna gioca con un attento 4-2-3-1, Ramirez, Kone e Diamanti a sostegno di Di Vaio unica punta - non troppo brillante, compassata, che la squadra di Ranieri controlla, per larghi tratti, senza troppo penare prima di incassare la rete del pareggio, su rigore di Diamanti; poi annullata dal penalty di Milito, appena entrato e bravo a procurarsi rigore per fallo da ultimo uomo di Morleo.
Niente di che, ma quanto basta per provare a invertire la marcia dell'era Gasperini mostrando una maggiore sicurezza e la voglia di recuperare il terreno perduto.
In attesa del ritorno di Snejider, a casa infortunato, vero e proprio faro per la navigazione del vascello morattiano Apparso più equilibrato, dopo un paio di giorni di cura Ranieri, ma ancora lontano dalla solidità disarmante dell'invincibile armata dell'era Mourinho e dalla briosa freschezza, quanto meno in attacco, della caravella costruita da Leonardo.
Un vascello in grado di reggere - grazie anche al sacrificio in mezzo al campo di Zanetti e Cambiasso, capace di colpire una bella traversa dopo serpentina di Coutinho - l'urto del Bologna, che mostra una buona capacità di palleggio; oltre alle solite incursioni di Di Vaio e a qualche 'puntura' di Ramirez. Sogno non troppo proibito dell'estate interista, superbo su calcio da fermo e ispiratore di tutte le manovre offensive dei ragazzi di Bisoli.
Generosi, attenti nell'applicare le direttive del tecnico - a un quarto d'ora dalla fine i punti in classifica per le due squadre erano pur sempre due a testa - trafitti dalla panchina più lunga dei rivali, capaci di ribaltare il risultato con l'ingresso di Milito, frizzante e buona spalla per Pazzini; e dalla verve di Lucio, a segno in una delle sue tradizionali incursioni nell'area avversaria per un 3-1 perentorio: forse un po' troppo duro per i padroni di casa, preziosissimo per la nuova avventura di Ranieri. L"aggiustatoré.
NAPOLI-FIORENTINA 0-0
TORNANO I TRE tenori, tornano i titolarissimi, ma non torna il Napoli e ne esce una musica stonata. Finisce 0-0 con la Fiorentina al San Paolo e gli azzurri sembrano essere lontani un miglio da quelli che domenica scorsa avevano messo sotto i Campioni d'Italia del Milan.
Sono passati solo sei giorni ed in mezzo c'é anche la brutta sconfitta di Verona con il Chievo. Aria di crisi? Sicuramente no, è troppo presto per dare giudizi allarmistici, ma è anche vero che la squadra di Mazzarri esce da questa settimana bastonata nel morale e, in un certo senso, anche nella classifica.
La Fiorentina di Mihajlovic si conferma squadra in gran forma ed il suo allenatore dimostra di sapere piazzare gli uomini in campo sempre in maniera molto intelligente e concreta.
Tatticamente la partita la vince sicuramente il serbo, rispetto a Mazzarri, che non è in grado di cambiare fisionomia alla sua compagine, anche a causa di una panchina decisamente anemica. Il Napoli recrimina qualcosa per un rigore non concesso da Valeri nella ripresa e peraltro neppure segnalato dall'assistente di linea, dopo un traversone di Zuniga deviato da Pasqual un po' con il fianco ed un pò con il braccio.
La Fiorentina, comunque, è messa meglio in campo e crea sempre problemi alla difesa partenopea, sia quando attacca sulle fasce laterali (soprattutto Cerci sulla destra è nel primo tempo a tratti, incontenibile), sia quando si affida alle percussioni di Jovetic che, ai limiti dell'area di rigore, mette seriamente in difficoltà Paolo Cannavaro.
I viola nel primo tempo sfiorano in due occasioni il gol con conclusioni di Montolivo dalla distanza e di Natali di testa, da distanza ravvicinata, con palla deviata in angolo da De Sanctis. In un altre due o tre circostanze, inoltre, i toscani si presentano minacciosi in area di rigore del Napoli e l'azione non si concretizza con il gol soltanto per imprecisione o indecisione al momento del passaggio decisivo.
Il Napoli è pericoloso una sola volta con Cavani, imbeccato con prontezza da Lavezzi in occasione di un calcio piazzato: la conclusione dell'uruguaiano, però, sfiora il palo. Gli azzurri hanno difficoltà a dispiegare la loro manovra offensiva che non riesce ad essere ariosa ed armosiosa per l'intelligente occupazione degli spazi sulle fasce laterali attuata dai centrocampisti viola.
Inoltre, Vargas da un lato e Cerci dall'altro sono prontissimi a ripiegare subito dopo la conclusione della loro azione offensiva, creando un argine ulteriore all'azione degli avversari che il più delle volte si arena in partenza. Il tema della partita rimane inalterato nella ripresa ma solo per il primo quarto d'ora.
Da quel momento in poi il Napoli spinge con maggior vigore e costringe la Fiorentina a starsene più abbottonata e spesso chiusa nella propria metà campo. In questo periodo della partita la squadra di Mihajlovic deve ripiegare con i propri centrocampisti fino ai limiti dell'area di rigore per supportare l'azione della difesa che, diversamente, si troverebbe in difficoltà a causa dell'attacco in certi momenti arrembante dei padroni di casa. Ma le offensive del Napoli sono più che altro velleitarie in quanto le sue punte non riescono mai a trovare la giocata precisa e vincente. I fraseggi stretti ai limiti dell'area di rigore avversaria che fino a pochi giorni fa erano il punto di forza della squadra partenopea, questa sera non riescono mai a concretizzarsi pericolosamente.
La Fiorentina nel finale rinforza gli ormeggi, si difende sempre con ordine e senza grandi affanni e porta a casa un pareggio importante e meritato. Per il Napoli un mezzo passo falso che deve far riflettere, alla vigilia di un'altra settimana di passione, con l'incontro di Champions, martedì al San Paolo contro il Villareal e l'ennesimo anticipo notturno di sabato prossimo, a San Siro con l'Inter.
13-05-2012
Giro d'Italia. Phinney più forte del vento. Lo statunitense vince il cronoprologo in Danimarca
06-05-2012
29-04-2012












