Analisi e commenti

Divario sempre crescente. Buffett: "La lotta di classe esiste e l'abbiamo vinta noi"

Di Domenico Maceri*

10-10-2011

"La lotta di classe esiste da venti anni e la mia classe l'ha vinta. Noi siamo quelli che abbiamo ricevuto riduzioni fiscali in modo drammatico". Parla Warren Buffett il terzo uomo più ricco al mondo e paladino degli aumenti di tasse ai ricchi.

In America si crede al mito di una società senza classi ma in realtà esse esistono socialmente ma sono più visibili per quanto riguarda l'aspetto economico. Da notare soprattutto il divario finanziario creatosi negli ultimi decenni. Nel 1992 i 400 cittadini statunitensi con il reddito più alto guadagnavano una media di quaranta milioni all'anno. La cifra attuale è di 227 milioni. Durante questo periodo le tasse di questi ultraricchi sono diminuite dal 29 al 21 percento.

Queste riduzioni delle tasse ai più abbienti coincidono con l'aumento della povertà negli Stati Uniti. Secondo dati pubblicati dal US Census, il censimento statunitense, il 15 percento degli americani, ossia 46 milioni sono classificati come poveri. Per quanto riguarda la classe media il reddito negli ultimi tempi è rimasto stagnante.

La destra ha accusato sia Buffett che il presidente Barack Obama di volere fomentare la lotta di classe per il loro suggerimento che le tasse dei più abbienti andrebbero aumentate onde aiutare a colmare il deficit federale.

Questa resistenza agli aumenti delle tasse per coloro che potrebbero permettersi di pagarle senza nessuna influenza al loro standard di vita ha costretto il governo ad accendere prestiti necessari per finanziare le due guerre in Iraq ed Afghanistan. Con l'aggiunta della recente crisi economica, si è creata una situazione in cui le casse del tesoro sono vuote e provocano quinti pressioni a effettuare tagli. Si tratta di una situazione ideale per il Partito Repubblicano la cui filosofia è di "affamare la bestia", cioè di tagliare i fondi al governo.

Quale classe perde con questi tagli? I poveri e la classe media. Tagliare le pensioni della Social Security per  proteggere i più ricchi equivale infatti a lotta di classe. Ridurre il Medicare, la sanità governativa per gli anziani, e il Medicaid, l'assistenza sanitaria per i poveri, equivale anche a lotta di classe. Non chiedere a coloro che hanno beneficiato di più dell'attuale sistema economico e sociale il loro giusto contributo equivale a lotta di classe. La lotta di classe si è manifestata negli ultimi decenni con l'attacco a tutti i programmi governativi che in grande misura cercano di assicurare un tenore di vita accettabile alla classe media e ai poveri.

La retorica repubblicana degli ultimi tre decenni è sempre stata un'evocazione di idee espresse da Ronald Reagan. Il Gipper diceva sempre che il governo non "è la soluzione ma il problema". Le soluzioni vanno trovate nel sistema capitalista. Meno governo, più libertà e più prosperità erano e continuano ad essere il mantra della destra.

Alcuni hanno persino minacciato che se le loro tasse verranno aumentate potrebbero smettere di fare il loro lavoro. Lo ha annunciato il giornalista televisivo della Fox News Bill O'Reilly il quale guadagna più di 9 milioni annui. Ovviamente se O'Reilly potesse, farebbe ciò che hanno fatto un sacco di aziende americane rilocalizzando le loro fabbriche nei Paesi del terzo mondo.  

Il crescente divario economico fra classe ricca e povera degli ultimi tempi è il più marcato del secolo scorso e di questo eccetto per la Grande Depressione degli anni trenta. Quando il numero degli ultraricchi espande il controllo delle risorse finanziarie in modo esagerato in Paesi del terzo mondo spesso si arriva alle rivolte sociali.

In America non siamo a questo, punto eccetto per alcune manifestazioni degli "indignados" contro Wall Street. Ma il fatto che i ricchi abbiano cominciato a parlare in modo serio sulla questione finanziaria e del divario fra le due classi fa pensare che siamo arrivati a un punto estremo.

Recentemente la candidata a senatore del Massachusetts Elizabeth Warren ha messo il dito nella piaga quando ha dichiarato che le aziende di successo non lo hanno fatto da sole. Secondo Warren nessuno in America si è arricchito da solo. Le aziende hanno usato le nostre strade, hanno usato i nostri lavoratori istruiti dalle scuole pubbliche, hanno ricevuto la protezione delle forze dell'ordine, ecc. Tutti questi e altri servizi sono stati pagati dai cittadini. Per la Warren, le aziende che hanno beneficiato di tutti questi servizi devono contribuire con una fetta dei loro guadagni per il bene comune che offrirà opportunità ad altri di ottenere lo stesso successo.

In altri termini c'è un costo per vivere nella nostra società e tutti devono contribuire specialmente quelli che hanno ricevuto di più. Si può chiamare questa situazione lotta di classe. Oppure la si può chiamare col termine più preciso: giustizia.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)

 

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