Analisi e commenti

Elizabeth Warren candidata a senatore del Massachusetts. Il risveglio della sinistra?

Di Domenico Maceri*

24-10-2011

"E' l'incarnazione del liberalismo". Ecco come George Will, il noto opinionista conservatore del Washington Post, ha descritto Elizabeth Warren, candidata al Senato federale per lo Stato del Massachusetts. Will le ha dedicato un intero articolo cercando di confutare l'idea della Warren che nessuno in America sia divenuto ricco da se stesso.

Warren, in un discorso riportato e popolarizzato su YouTube, aveva detto che si diventa ricchi mediante l'uso delle risorse della società. Per lei esiste un costo di questo successo. Si tratta di dovere pagare una parte del successo, vedi tasse, alla società per contribuire al futuro successo di altri.

Ciò che ha detto la Warren non è nuovo ma la passione del video come pure la ripetizione dell'idea che tutti viviamo in una società e non in un mondo isolato hanno reso la Warren nota in tutti gli Stati Uniti.

In America esiste il culto del self-made man, l'individuo che viene dal nulla, e raggiunge il successo mediante le sue capacità. Secondo questa definizione la Warren sarebbe la self-made woman, la donna che si è fatta da sé. Di famiglia povera, la Warren ricevette borse di studio per le sue doti intellettuali che le hanno permesso di laurearsi in logopedia alla University of Houston nel Texas e poi più tardi in legge alla Rutgers University del New Jersey. Iniziò quindi a insegnare giurisprudenza e dopo avere lavorato in parecchie università approdò alla prestigiosa Harvard University dove è tuttora docente.

Ma Warren non crede che ognuno di noi faccia tutto da sé. E ciò si applica soprattutto a coloro che hanno successo economico mediante l'iniziativa privata. Crede nel capitalismo ma lo vede controllato dal governo ed indirizzato per il bene comune. Inoltre, vede la necessità di una forte classe media per mantenere il capitalismo ma allo stesso tempo mitigare la cupidigia sfrenata della aziende private.

Ecco come dopo anni di insegnamento si è impegnata nella protezione della classe media. Tutto cominciò con uno studio sulla bancarotta facilitata da una nuova legge del 1978. Warren si rese conto che questa nuova legge era usata per truffare i consumatori, cioè a dire i componenti la classe media.

Nel 2008 il leader del Senato Harry Reid le chiese di dirigere il salvataggio delle istituzioni finanziarie per il quale c'era uno stanziamento di 700 miliardi di dollari. Il presidente Obama le diede quindi l'incarico di creare un'agenzia per la protezione dei consumatori.

La Warren accettò l'incarico ma sembra che lo abbia fatto con troppa passione perché i repubblicani alla Camera e al Senato cominciarono ad attaccarla nel tentativo di proteggere Wall Street rappresentati da più di 2,500 lobbisti. La creazione dell'agenzia governativa per la protezione dei consumatori avrebbe dovuto essere consegnata a Warren per il suo lavoro. Ma la Warren evidentemente fece troppe domande tanto da fare perdere la pazienza anche a Timmy Geithner, segretario del Tesoro, dell'amministrazione di Obama.

In una cerimonia alla Casa Bianca Obama la ringraziò per il suo contributo e le diede un bacio sulla guancia. Il bacio di Giuda, secondo alcuni commenti, perché Richard Cordray, subordinato di Warren, fu nominato direttore. La spiegazione dell'amministrazione Obama è che la Warren sarebbe stata difficile da confermare con la maggioranza repubblicana alla Camera considerando il suo zelo e la sua passione per difendere i consumatori. Troppo critica verso le corporation che la Warren vede come i nemici dei consumatori.

La Warren lasciò Washington ma invece di ritornare a Harvard e alla vita accademica decise di candidarsi al Senato nello Stato del Massachusetts. Al momento deve vincere la primaria del Partito Democratico per poi affrontare il senatore Scott Brown il quale conquistò il seggio che per 57 anni era stato nelle mani dei democratici, 47 dei quali in quelle di Edward Kennedy.

Al momento i sondaggi danno la Warren dietro a Brown di pochi punti (41 a 38), un pareggio statistico. Ma l'entusiasmo della Warren e la sua passione contro le corporation riflette in un certo senso il movimento in America e nel mondo contro le banche e le borse. Si tratta di una passione che Obama aveva dimostrato nella campagna presidenziale del 2008 che sembra avere perduto nei suoi timidi tentativi di cooperare con i repubblicani. La stessa passione per la difesa della classe media e bassa che Ted Kennedy aveva dimostrato nella sua lunga carriera. La Warren sarà una giusta erede di Kennedy se riuscirà a vincere la prossima elezione.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)

 

Il palinsesto di oggi