Dagli USA

Il serial killer Steven Hayes confessa diciassette omicidi

25-10-2011

CONNECTICUT. Ha ucciso una donna e le sue due figlie. Ma potrebbero non essere le sue uniche vittime. Steven Hayes, 48 anni, che si trova nel braccio della morte in Connecticut per il triplice omicidio, si autoproclama un killer seriale. Condannato a morte per il triplice omicidio commesso inisieme a Joshua Komisarjevsky, ha scritto domenica: "Ho ucciso altre diciassette persone nel nord-est degli Stati Uniti" confessa l'uomo in una lettera pubblicata sul quotidiano New Haven Register.

Condannato alla pena capitale insieme a Joshua Komisarjevsky per aver prima violentato e poi ammazzato le tre donne nel 2007 nella loro casa di Cheshire, nella lettera racconta di sé, delle sue vittime - tutte tra i 14 e i 25 anni - e della sua abitudine di conservare una scarpa di ognuna di loro come trofeo.

Hayes si lamenta anche del suo complice, definendolo un incompetente: "Ho cercato per tutta la vita qualcuno che avesse la mia stessa passione per il ‘male' - scrive il condannato a morte -, credevo di averlo trovato, ma mi sono sbagliato. Joshua Komisarjevsky non è stato degno di collaborare con me e per questo avrei voluto ucciderlo".

Durante il processo, comunque, Hayes ha addossato tutte le responsabilità al suo complice affermando in aula che fu lui a molestare sessualmente la donna e le due ragazze e che poi, nel tentativo di coprire le violenze, diede fuoco al letto dove le donne, legate, non poterono fuggire alle fiamme. Hayes, sempre durante il processo per l'omicidio di Jennifer e le figlie ha addossato la colpa delle sue azioni alla tossicodipendenza. L'irruzione nella casa inizialmente doveva essere una rapina, poi però i due killer, dopo aver tramortito il dottor Petit colpendolo ripetutamente alla testa con una mazza da baseball, decisero di portare in banca la moglie del medico e di costringerla a ritirare 5 mila dollari da un conto mentre l'altro malvivente teneva sotto la minaccia di un coltello le due ragazze. Inutilmente la moglie del dottor Petit disse alla cassiera della banca che ritirava la somma sotto minaccia di morte. L'impiegata della banca chiamò la polizia solo dopo che i banditi avevano commesso la strage.

Da quando è stato catturato Hayes ha provato tre volte a togliersi la vita ed è stato salvato dagli agenti.

In molti ora sospettano che la confessione resa ‘in extremis' sia un modo per ritardare l'esecuzione, aprendo una serie di indagini che potrebbero durare anni.