Visti da New York

Eco a New York: "Spero di morire europeo..."

Di Stefano Vaccara

08-11-2011

NEW YORK. "Di Berlusconi non parlo" e infatti il professore italiano più famoso nel mondo, a New York per una conferenza, del Cavaliere non parlò.

All'Istituto Italiano di Cultura c'era molto attesa per l'intervento di Umberto Eco al convegno internazionale "On the Ashes of Post-Modernism: a New Realism". Il Direttore dell'Istituto Riccardo Viale - lui professore e filosofo dell'Università di Milano Bicocca - aveva fatto venire a Park Avenue la crema degli intellettuali, come Hilary Putnam, e altri illustri filosofi come Akeel Bilgrani, Giovanna Borradori, Ned Block, Paul Borghossian, Petar Bojanic, Mario De Caro, Maurizio Ferraris, Markus Gabriel, Alvin Goldman, Armando Massarenti... tutti per discutere con Eco del ritorno delle "strong ideas", le idée forti dopo decadi di "pensiero debole".

Foltissimo il pubblico all'Istituto per sentire filosofeggiare questi cervelli e soprattutto ascoltare le riflessioni del professore dell'Università di Bologna e scrittore di fama internazionale.

Non potevamo mancare anche noi giornalisti italiani, messi in agguato, come avvoltoi in attesa di ricevere dalle parole di Eco un qualche tozzo di dichiarazione che potesse fare il pezzo su Berlusconi e il suo sempre più "governo zombie".

Invece, appena avvicinato alla fine delle relazioni della mattinata, Eco non ha risposto a chi gli chiedeva un commento sul Cavaliere e la situazione in Italia. D'altronde una fonte del premuroso staff dell'Istituto ci aveva già avvertito: il Professore di Berlusconi non voleva proprio parlare. E poi ci rivelava cosa Eco avesse detto al Direttore Viale appena arrivato all'Istituto: "Con la stampa non voglio parlare, perché poi i giornalisti scrivono che non mi piace Berlusconi" lasciandoci per un momento interdetti: ma che significa allora, che magari è vero il contrario? Ovviamente non poteva essere così, semmai la lamentela di Eco probabilmente indicava che lui si era scocciato di parlare di Berlusconi. Così, quando abbiamo visto che Eco non voleva rispondere e oramai stava uscendo dalla sala dell'Istituto, gli abbiamo quasi urlato: Professore, almeno sull'Europa vuole rispondere ad una domanda? Ce la farà l'Europa a superare la crisi? "Cosa penso io dell'Europa?"

Si è fermato dicendo Eco, di colpo pronto rispondere: "E cosa potrei dire, è da quando avevo vent'anni che sono europeista. Spero quindi di poter morire da europeo". Un "pensiero forte" o un pensiero "debole"? Mah, quello di Eco ci sembra piuttosto un pensiero di speranza, e finché c'é quella....

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