Nicaragua. Daniel trionfa con oltre il 60% dei voti
MANAGUA. Sono una valanga i voti che consacrano il terzo mandato di Daniel Ortega a presidente del Nicaragua. Il leader del Fronte sandinista di liberazione nazionale (Fsln) trionfa con più del 60%, dando prova di aver convinto nuovi strati della popolazione, e lascia al tappeto gli avversari, che escono malconci dal bagno elettorale.
"Per la prima volta i nicaraguensi sono andati a votare senza paura", dice il presidente, che resta in sella alla guida del Paese per altri cinque anni.
Il capo di stato venezuelano Hugo Chavez, tra gli artefici della rielezione dell'ex guerrigliero, grazie al sostegno economico e al petrolio che gli ha garantito in questi anni, permettendogli così di avanzare con un massiccio programma di sviluppo sociale, esulta. "Con questa vittoria - sottolinea - si rafforza la speranza della sovranità in America Latina". Intanto alcuni analisti parlano già di "una nuova rivoluzione".
Il Fsln non solo si è mantenuto al potere grazie al suo zoccolo duro di elettori (stimato al 38%), ma ha avuto una crescita record di circa il 22%, incassando così un giudizio più che positivo sul suo operato. E il partito esce dalle urne rafforzato anche in parlamento, dove, con oltre 56 rappresentanti, avrà l'egemonia. Tra denunce di irregolarità e sospetti di brogli, la conta dei voti si è trascinata a rilento. Ma man mano che la percentuale delle schede scrutinate aumentava, l'ampio consenso a favore di Ortega si è confermato.
Il vantaggio del leader sandinista ha inchiodato irrimediabilmente le speranze del suo principale avversario, il radiocronista e imprenditore Fabio Gadea.
Dopo una fuga in avanti nella quale - inspiegabilmente - si era proclamato vincitore, Gadea non ha potuto fare altro che rassegnarsi all'evidenza. Migliaia di simpatizzanti di Ortega nella notte hanno riempito la piazza della Rivoluzione tingendola di rosso-nero, i colori della bandiera del Fronte sandinista. Tra loro, molti i giovani. Hanno gridato "Daniel Daniel" e "Hanno vinto i programmi sociali. Ora il Paese ha un futuro".
Da uno schermo gigante la "primera dama", Rosaria Maurillo, che ha coordinato la campagna elettorale del marito, aveva già annunciato la vittoria, nonostante fosse stato scrutinato solo il 6,5% delle schede.
Afghanistan. Riemerge lo spettro Al Qaeda
15-05-2012
14-05-2012












