Dagli USA

Casa Bianca 2012. Obama sulle orme di Roosevelt

06-12-2011

WASHINGTON. Barack Obama, sulle orme di Teddy Roosevelt. Ormai da tempo il presidente Usa batte sullo stesso punto: contro di lui c'é il partito dei ricchi, i repubblicani appoggiano lo strapotere della finanza e non difendono i diritti della povera gente. E siccome in politica i simboli contano, Obama ribadirà questo concetto parlando oggi a Osawatomie, uno sperduto paesino del Kansas, che però ha un grande valore per la politica americana. Qui, il 31 agosto 1910, l'ex presidente repubblicano, Teddy Roosevelt lanciò in un famoso discorso il suo "New Nationalism', una politica in cui si esaltava il ruolo del governo centrale a favore di uno stato sociale più umano, ultimo baluardo all'ingordigia del capitalismo senza regole. Quel giorno Roosevelt disse che "solo un forte governo federale poteva regolare lo strapotere dell'economia e garantire la giustizia sociale".

All'epoca di quel comizio, Roosevelt, presidente repubblicano dal 1901 al 1909, era il leader di un partito progressista appena nato, dal forte connotato populista, schierato a favore del "vigoroso intervento pubblico a favore dei cittadini contro l'interesse egoista delle grandi compagnie". Barack Obama, probabilmente userà toni meno ideologici. Tuttavia, da questo angolo dell'America profonda, tenterà di giocarsi la carta di una sorta di ‘populismo democratico', sperando di conquistare i voti del ceto medio, messo in ginocchio dalla crisi economica.

Nella sua crociata anti-ricchi, non è ancora arrivato ad appoggiare apertamente il movimento degli arrabbiati di ‘Occupy Wall Street' per non inimicarsi l'elettorato più moderato.  Tuttavia, intende andare avanti, attaccando la destra sul piano del fisco e del lavoro. Ormai da mesi, in ogni occasione, Obama denuncia Capitol Hill di non aver ancora approvato il suo piano straordinario per il lavoro e di non aver accettato di condividere il prezzo per uscire dalla crisi, bloccando ogni ipotesi di aumento delle tasse per i più ricchi e detrazioni per il ceto medio in difficoltà. In questa chiave, ha ingaggiato una battaglia all'ultimo sangue con il Congresso per nominare alla guida del Consumer Financial Protection Bureau, il leader di un'organizzazione a difesa dei consumatori.

Posizioni che negli ultimi tempi stanno facendo breccia nella pubblica opinione, anche grazie al movimento degli "indignati" che nato a Zuccotti Park, a New York, ormai s'é sparso a macchia d'olio in tutto il Paese. E non è un caso che Move-On, un movimento progressista vicino a Obama anche se a volte critico nei confronti della sua eccessiva prudenza, abbia già battezzato Mitt Romney, "Mister 1%", un candidato ultramiliardario con una villa da 12 milioni di dollari, comprata con i soldi guadagnati dai proventi di Borsa. Se sarà lui il candidato da battere, c'é da scommetterci che anche la macchina elettorale di Barack Obama andrà su quella strada.