Analisi e commenti

Il partito anti-tasse non vuole ridurle alla classe media

Di Domenico Maceri*

12-12-2011

 

"Preferiscono aumentare le tasse a 160 milioni di americani invece di chiedere un piccolo sacrificio ai 300 mila milionari". Parla David Axelrod, un dei consiglieri principali di Barack Obama, per spiegare il rifiuto dei repubblicani di approvare un disegno di legge che prorogherebbe la diminuzione delle tasse alla classe media mentre i benestanti dovrebbero contribuire un po' di più.

Il disegno di legge in questione mira a prorogare la riduzione del 2% delle ritenute per la Social Security da parte dai lavoratori e dell'altro 2% versato dalle aziende. Allo stesso tempo si estenderebbero anche i sussidi ai disoccupati.

Quando si tratta di ridurre le tasse i repubblicani sono sempre pronti. Lo sono anche quando si tratta di proteggere i ricchi che non sono più ricchi nel linguaggio repubblicano. Li chiamano i "creatori di posti di lavoro". Chiedendo di contribuire un po' di più ai ceti più alti per i repubblicani equivale ad uccidere posti di lavoro.

Considerando il fatto che le tasse in America sono al livello più basso risulta difficile capire l'ideologia repubblicana.

È ironico che in questo caso siano i democratici a spingere di più per la riduzione delle tasse. In effetti, sembra che Obama e i repubblicani abbiano adottato provvedimenti cari al partito avversario per stimolare l'economia. Votare contro sgravi fiscali deve essere veleno per i repubblicani. Ma se si tratta di proteggere i ceti alti la scelta per il Gop è facile.

Il disegno di legge all'esame del Senato che avrebbe esteso gli sgravi fiscali alla classe media qvrebbe fatto risparmiare mille dollari alla famiglia tipica americana. La cifra più recente sulla disoccupazione nazionale (8,6% invece di 9%) indica che qualche spiraglio di ripresa stia emergendo. Ciononostante questi soldi extra nelle tasche della classe media sarebbero spesi stimolando l'economia e forse incoraggiando le aziende ad assumere nuovi impiegati.

La riduzione delle tasse alle aziende dovrebbe aiutare anche ad espandere la forza lavorativa. Ma qui ci sono dei seri dubbi. Alcuni credono che le aziende non userebbero gli sgravi fiscali per assumere nuovi impiegati.

Il problema però è di come pagare per questi sgravi fiscali dato che le casse del tesoro perderebbero 110 miliardi di dollari. La risposta iniziale dei repubblicani è stata di ridurre il bilancio federale del 10%. Ciò avrebbe l'effetto di fare perdere posti di lavoro. Ovviamente i democratici si sono opposti.

Per trovare i fondi necessari alla riduzione alcuni repubblicani hanno suggerito di eliminare alcuni sgravi fiscali alle corporation. Nancy Pelosi, l'ex presidente alla Camera, ha indicato che si potrebbero usare i risparmi del ritiro delle truppe in Iraq per coprire il buco al bilancio che si creerà con la riduzione alle tasse.

I repubblicani sono divisi. I più moderati vorrebbero la riduzione delle tasse mentre i più conservatori dicono di preoccuparsi del deficit. I democratici sono riusciti a mettere i loro avversari in una situazione di imbarazzo perché la riduzione delle tasse è il dominio dei repubblicani. Li hanno messi nella scomoda posizione di dire "no" agli sgravi fiscali.

Non tutti però credono che ciò rappresenti un problema politico. Jeff Flake, parlamentare repubblicano dell'Arizona e candidato al Senato nell'elezione dell'anno prossimo, ha dichiarato la sua opposizione alla riduzione delle tasse dicendo che gli elettori "capiranno che il governo si è rifiutato di fare le difficili decisioni" per controllare il deficit. Secondo lui non sarà un problema politico dato che i repubblicani hanno la reputazione di controllare le tasse.

I democratici però, se fossero astuti, potrebbero ripetere ad nauseam che i repubblicani hanno aumentato le tasse alla classe media per proteggere i ricchi che in effetti è la verità.Il presidente della Camera John Boehner sta lavorando per trovare un compromesso e ridurre le tasse. La data dei scadenza è questo mese. Ci riuscirà? Comunque vada a finire se le famiglie americane medie dovranno pagare mille dollari in più l'anno prossimo i democratici sperano che gli elettori lo ricorderanno al momento di presentarsi alle urne.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)