Dal Mondo

Venezuela. Obama preoccupato dei legami con Iran e Cuba

21-12-2011

 

CARACAS. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un questionario-intervista al quotidiano Universal di Caracas, esprime preoccupazione per i rapporti di Venezuela e Cuba con l'Iran, sottolineando come non portino alcun beneficio al popolo dei due Paesi dell'America Latina.    

Ma Chavez non gradisce l'ingerenza e non fa attendere la sua risposta, ribattendo punto per punto. Così definisce il presidente Usa un "commediante", invitandolo a preoccuparsi di governare il suo Paese, "che versa in una situazione disastrosa".    "Gli Usa non hanno intenzione di intervenire negli affari esteri del Venezuela - afferma Obama -.

Nonostante ciò, mi sembra che i legami del governo con Iran e con Cuba, non siano utili né per gli interessi del Paese, né per la sua gente".    Diretto come sempre, Chavez, dai microfoni della tv statale, ribatte: "In questo attacco al Venezuela (caro Barack) stai cercando solo voti. Non essere un irresponsabile. Sei un commediante. Lasciaci in pace e dedicati a governare il tuo Paese, che è un disastro".    Nell'intervista il presidente Usa sottolinea come "la storia dimostri che una stampa plurale, così come magistrati e legislature indipendenti, siano elementi essenziali per una società libera".    

Ma Chavez, che punta al terzo mandato nelle presidenziali del 2012 risponde: "Ancora una volta l'opposizione servile cerca l'aiuto di Washigton". E, forte dei sondaggi che lo danno vincitore, il capo di stato aggiunge: "Li sconfiggeremo. Quando loro governavano rispondevano agli ordini dell'impero. E l'impero sta cercando un suo candidato per tornare a fare lo stesso. Obama dimenticatelo, non torneranno più ".   

Ma Obama tende anche una mano:

"Credo che la gente del Venezuela trarrebbe benefici da un miglior rapporto con gli Usa. E questo vale anche per noi. Mi auguro che arrivi il giorno in cui i nostri governi possano collaborare più strettamente per promuovere le aspirazioni della loro gente".   

Chavez però tira dritto per la sua strada e ribadisce: "Le potenze europee e gli Usa, come hanno fatto in Libia, vogliono solo appropriarsi del nostro petrolio.

Sono a conoscenza di piani, con i quali puntano a creare una situazione violenta prima, durante o dopo le elezioni dell'ottobre del 2012". E il presidente avverte: "Che non venga in mente a nessuno di provarci".

Lasciando intendere che i venezuelani sono pronti a dare una risposta immediata.