Cuba/Boom di cellulari, più di un milione in soli tre anni
L'AVANA. Ormai è sempre più abituale incrociare per le strade de L'Avana cubani che parlano, più o meno concitatamente, al telefonino. Un vero e proprio 'boom'.
Secondo quanto ha reso noto ieri la compagnia statale Etecsa, la cui società Cubacel li affitta agli utenti, ne circolano ormai in tutto il Paese almeno 1,2 milioni. Accumulati in soli tre anni.
Cioè da quando il governo del presidente Raul Castro ha disposto le prime autorizzazioni in tal senso. Oltre 300.000 dei quali, per altro, grazie agli sconti offerti, nel 2011.
In pratica i cellulari, per lo più di fabbricazione cinese, vengono venduti dai negozi dell'Etcsa. Ma esiste, come per tante altre cose nell'isola, anche un mercato nero, in cui si possono acquistare anche i più sofisticati 'BlackBerry'.
In parte con la 'complicita' della dogana. Che, un mese fa, ha permesso a chi approda a Cuba, turisti o familiari di residenti, di entrare nel Paese con tre telefonini.
Per quanto riguarda i 'Blackberry' in particolare, già un paio di anni fa, una sito specializzato britannico, nel rispondere a curiosi cubani, ha assicurato loro che, consultati specialisti dell'isola, potevano esser usati nell'isola alcuni modelli senza certificazione. Naturalmente, vanno per la maggiore i telefonini senza troppe raffinatezze.
Ne è convinto Reinaldo, un idraulico dell'Avana, diventato uno dei 357.000 cubani che oggi lavorano in proprio: "Il mio mi va benissimo. Ricevo i messaggini dei clienti che hanno bisogno di me e così risparmio un sacco sul telefono fisso di casa".
"Ormai non posso vivere senza cellulare", rincara a sua volta la giovanissima manicure Viviana Rodiguez. E ne dice meraviglie anche Nilda, una casalinga messasi in proprio e che vende i suoi manicaretti a domicilio: "Mi è di grande aiuto, poiché la maggior parte delle richieste mi arrivano al mio telefonino cinese".
La densità telefonica a Cuba è ancora 'bassa', anche se in netto aumento: è arrivata quest'anno al 21,49 per cento comprese le linee fisse (circa 2,4 milioni), ha precisato ieri Etecsa. E, per gli specialisti, i grandi passi avanti non dovrebbero mancare.
Nel secolo scorso Cuba è stata infatti all'avanguardia nel settore: attorno al 1840, Antonio Meucci perfezionò a l'Avana una delle sue invenzioni, il telefono pneumatico, che poi trasformò in telettrofono a New York. Così come, nel 1877, la prima telefonata al mondo in lingua spagnola è avvenuta proprio a L'Avana, appena sette mesi dopo che Graham Bell ottenesse il brevetto per la sua invenzione.












