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Calcio. Trapattoni non vede azzurro

29-12-2011

ROMA. "Non ho più un Platini che mi fa vincere, ma le ciambelle mi riescono sempre col buco. Anzi, anche meglio". È stato il 2011 di Giovanni Trapattoni, e la prossima - comunque vada - sarà ancora la sua stagione.

Lui farà 73 anni il 17 marzo, nello stesso giorno di San Patrizio. Come il patrono nazionale, Dublino lo rispetta e lo celebra.

Senza timori di blasfemia, è possibile che Trapattoni superi persino il Santo quanto a fama, se con la sua Irlanda ai prossimi Europei gli riuscirà l'impresa di "Davide contro Golia". Così l'ha ribattezzata in questi giorni di riposo con i nipoti a Milano, in attesa di cominciare l'avventura per Euro 2012. "Ho visto il Barcellona nella finale di Yokohama: impressionante. Giocano a memoria, sono la squadra più forte di sempre. In pratica è la Spagna, e io sto già pensando a dove cominciare per smontarli. Un'idea su come fermarli ce l'ho, è solo che mi chiedo ‘basterà?'".

Come fermarli. Eccola la filosofia senza età del veterano dei ct, un sempreverde scoppiettante in conferenza stampa e molto pratico sulla panchina. Comunque mai fuori di moda, tanto da guadagnarsi le copertina del primo ‘Max' del nuovo anno ("la pensione? mi devono cacciare a calci...") o quella del Tg1 delle 20.00. "Il mio segreto - racconta all'ANSA il Trap - è uno solo: l'entusiasmo. Mi fanno ridere quei colleghi che dicono ‘il calcio è sempre lo stesso'. Io dopo l'Italia, ho girato Germania, Portogallo, Austria, ora Irlanda. E ogni volta ho imparato qualcosa di nuovo. Il calcio non siamo solo noi: e ora che non ho più i Platini o i Tardelli che mi fanno vincere e mi devo adattare con delle riserve della Premier League inglese, mi sento persino più allenatore. Non mi fermo mai, imparo dall'ultima partita che ho giocato e rimango lucido di testa. E ogni paese che cambio mi reinvento. E rinasco".

Anche per questo non vuol tornare a lavorare in Italia ("c'era un presidente che aveva preso un allenatore giovane e diceva sarà il Guardiola italiano, poi due settimane fa lo ha licenziato...") e ha rifiutato le tante offerte di professori di sociologia della comunicazione. Per ora, non scriverà un libro che spieghi il segreto del suo linguaggio. "Me lo hanno chiesto in tanti, io ho detto: no grazie, la retorica non fa per me. Io parlo così, pane e acqua, e figurarsi se certe uscite me le preparo prima...", racconta, ricordando l'ilarità suscitata tra gli irlandesi quando provò a tradurre la metafora sugli italiani impazienti, che vogliono "l'uovo, la gallina e il culo caldo".

"Una volta ero al convegno di un'azienda, un sociologo disse alla platea: Trapattoni non parla le lingue ma si fa capire, è un esempio di leadership. Io ringraziai, la prossima volta in conferenza starò più tranquillo...Con l'irlandese va così così, però ogni tanto ai miei interlocutori chiedo ‘understand? Understood? E dai sorrisi capisco che capiscono...'‘.

Qualche sorriso, a dire il vero, lo incassa anche per altri motivi. "Certe liti in Parlamento non danno una bella immagine del nostro Paese - racconta - però all'estero ci guardano sempre con un po' di invidia: ma come fate, voi italiani, a far uscire sempre il pulcino senza rompere l'uovo? Io rispondo che loro sono cubi: molto ordinati, ma se li devono girare, sono guai. Ci vogliono le gru".

Augura all'Italia "di uscire dalla crisi" ma non di vincere l'Europeo ("sarei masochista"). Anche perché non la vede tra le favorite.

"Spagna in testa, poi dico Germania e Inghilterra. L'Olanda non mi convince, l'Italia può sempre fare l'impresa".

Intanto si prepara ad affrontare un vecchio allievo, Prandelli. "Proprio l'Italia, nonno!!! mi dicono i nipoti. Ma se non era l'italia era la Germania", dice Trap definendosi "allenatore cosmopolita", lui più italiano tra gli italiani. "Io ho imparato da Viani, da Rocco soprattutto, da Liedholm: credo che Prandelli qualcosa da me avrà pur preso".

La verifica il 18 giugno a Poznan. "Affrontare l'Italia era quel che volevo evitare, per non dividere amici e non amici. È stato un 2011 incredibile per la mia Irlanda, passare il primo turno renderebbe il 2012 ancora più incredibile".