Cultura

Terraferma piace agli americani, Crialese verso l'Oscar

31-12-2011

 

CAPRI. "Il pubblico americano è entusiasta di ‘Terraferma'. E' un buon segno. Per ora mi sento in un limbo, in attesa di conoscere la shortlist, ma non sono ansioso". Il regista Emanuele Crialese - che con il suo film sull'immigrazione è stato scelto dall'Italia per rappresentare il nostro cinema agli Oscar - è rientrato da due settimane da Los Angeles.

A Capri, Hollywood, dove ha incrociato in sala anche Michel Hazanavicius, il regista di ‘The Artist' (uno dei favoriti all'Oscar che però non corre tra i film stranieri), e star che la statuetta l'hanno già alzata al cielo, fa il punto con ottimismo sulla sua campagna americana.

"Sì, il mio film è piaciuto molto, ormai la corsa è alla fine, restano tre proiezioni ufficiali di cui due a Palm Springs. Per quanto riguarda la critica il film è stato recensito solo a Venezia, abbastanza bene, da Variety. Se Terraferma passerà questa prima selezione tornerò negli Usa".

In America Crialese era sbarcato già, in tutti i sensi, con ‘Nuovomondo' nel 2006, distribuito dalla Miramax con la presentazione di Martin Scorsese, ma l'avventura durò poco perché il film non fu inserito neppure nel primo gruppo di selezionati dall'Academy. Per scaramanzia il regista romano non vuole parlare dei concorrenti diretti, 60 film per nove posti. "Mi è piaciuto molto il film iraniano ‘Una separazione'.

Ho visto anche ‘Miracolo a Le Havre' di Kaurismaki, affronta un argomento simile a quello di Terraferma, ma in maniera completamente diversa, come diversi sono i nostri stili, credo che per questo i due film non siano paragonabili". Anche la distribuzione mondiale di Terraferma attende gli esiti delle nomination, "ma usciremo in Francia a marzo e siamo già nelle sale in Brasile e Canada. Il mio messaggio non riguarda solo l'Italia e la sua specifica situazione, parla della mancanza di solidarietà tra la gente che è un tema universale".

Crialese sta già pensando ad un nuovo film. "Ho due-tre idee ma quella che voglio sviluppare per prima è un mio vecchio progetto da realizzare in Brasile, tratto da una sceneggiatura sui bambini di strada che ho scritto dopo un'esperienza di volontariato di due mesi che feci tra ‘Nuovomondo' e l'inizio e ‘Terraferma', un film che voglio ambientare a Rio. Finito il lavoro di promozione per gli Oscar (la shortlist dovrebbe essere resa nota il 24 gennaio, ndr) vorrei andare lì un paio di mesi. D'altra parte i miei tempi prevedono almeno due anni per mettere in piedi un nuovo film". "Il cinema italiano? Lo vedo benissimo - conclude -: come in ogni periodo di crisi c'é grande creatività e opere come ‘Corpo celeste' di Alice Rohrwacher e ‘La-Bas' di Guido Lombardi dimostrano che i piccoli miracoli possono accadere".