Bowling Green. Cerimonia in onore di Pietro Alberti. Primo italiano ad approdare a New York
NEW YORK. Con lo sfondo del celebre Toro di Arturo Di Modica si è svolta ieri a Blowling Green la consueta cerimonia per ricordare la memoria di Pietro Alberti, primo immigrato italiano, sul luogo dove 376 anni fa approdò nell'allora New Amsterdam per stabilirvisi assieme alla famiglia.
È una cerimonia semplice, ma carica di significati, che si ripete ogni anno con l'alzabandiera tricolore nel cuore di Wall Street, a memoria del primo immigrato italiano giunto in terra americana non per disperazione e neppure per cercare lavoro, ma piuttosto per inseguire la libertà religiosa.
A Bowling Green per l'alzabandiera c'era il presidente del Italian American Museum, Joseph Scelsa e Arthur Piccolo chairman della Bowling Green Association, il quale non ha risparmiato critiche all'amministrazione Bloomberg di fronte ai media per aver recintato il Toro dell'artista italoamericano divenuto un must per la foto ricordo di milioni di turisti.
Una cerimonia quella di ieri, ma anche una contestazione inviata da Piccolo sia al sindaco che al capo della polizia i quali hanno deciso di transennare il piccolo triangolo di terreno con il Toro di Di Modica, rendendolo così completamente inaccessibile alla gente.
"Da ventidue anni - ha sostenuto Piccolo - il Toro rappresenta il 99 per cento della gente, i turisti che vengono in visita nella Big Apple trovano sulla guida questa grande attrazione che però la polizia ha reso inaccessibile. È una decisione inaccettabile, non si può chiudere in un recinto metallico un monumento".
Arthur Piccolo, parlando del 99 per cento della gente, ha così fatto riferimento allo slogan reso popolare da Occupy Wall Street e proprio sul luogo dove era nato a settembre il movimento, il chairman dell'Associazione Bowling Green ha apertamente criticato l'amministrazione Bloomberg per quella che sembra diventata una "barricade-mania".
A pochi passi a sud, a Bowling Green Park, è collocata la lapide in marmo alla memoria di Pietro Alberti voluta dallo storico John LaCorte, fondatore della Italian Historical Society of America.
Qui, il 2 giugno 1635 arrivò Pietro Alberti, figlio di una famiglia veneziana al servizio del Papa da secoli, di cui però non condivideva il credo religioso: era orientato piuttosto al movimento calvinista che lo interessava a tal punto da trascorrere due anni in Olanda, prima di trasferirsi nella New Amsterdam.
Gli annali di storia raccontano del più che benestante Pietro Alberti che nel 1639 fece costruire la sua magione e realizzare una piantagione di tabacco a Wallabout, nell'area che attualmente è chiamata Brooklyn Navy Yard.
Alberti sposò nel 1642 Judith Jans Manje, anche lei benestante, dalla quale ebbe sei figli, prima che fosse ucciso assieme alla moglie dagli indiani nel 1655.
Il presidente della Bowling Green Association ha detto di aver fatto osservare al comando di polizia che non si era mai verificato negli ultimi due decenni che il Toro di Di Modica venisse recintato, chiedendone l'immediata liberazione.
"Mi hanno spiegato che è dovuto a disposizioni interne al comando della polizia", ha dichiarato Arthur Piccolo che per l'occasione era riuscito a far rimuovere le transenne che nelle ultime settimane sono state piazzate dalle forze dell'ordine in qualsiasi fazzoletto di terra si trovi nelle vicinanze di Wall Street, ma soprattutto a Zuccotti Park per timore che le incursioni di Occupy Wall Street abbiano la meglio.
È tuttavia discutibile la decisione di ingabbiare il Toro che appartiene alla gente, su un luogo pubblico dove i visitatori da ogni parte del mondo hanno scattato miliardi di immagini ricordo accanto alla gigantesca statua bronzo di Wall Street.











