L'Articolo

Football. Giants avanti tutta

di Domenico Delli Carpini

09-01-2012


EAST RUTHERFORD (New Jersey). Domenica trionfale per i New York Giants che ieri nella partita tra ‘wild card', primo incontro di playoff mai giocatosi al nuovo MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, hanno sconfitto 24-2 i Falcons di Atlanta. E come premio per una prestazione maiuscola che ha avuto in Manning e Jacobs i suoi indiscussi protagonisti, ora alla formazione di coach Tom Coughlin toccheranno i formidabili Packers di Green Bay, qualificatisi auotmaticamente al prossimo turno come vincitori di Conference.

Approdata ai playoff dopo una serie impressionante di vittorie, i "blues" di New York hanno ieri disputato una partita bifronte: nebulosa e priva di mordente la prima parte, eccezionale ed esplosiva la ripresa, caratterizzata dalle cavalcate di Jacobs, purosangue impossibile da contenere nelle sue scorribande offensive e dai passaggi millimetrici di Manning.

Il primo, prodigioso e ispirato, ha letteralmente affettato la difesa avversaria con i suoi zig-zag e le sue "cornate d'ariete" (spesso trascinandosi dietro tre, quattro o cinque avversari), il secondo ha ridicolizzato gli schemi difensivi dei Falcons con delle frecciate che hanno avuto in Nicks e Menningham gli obiettivi preferiti.

Non a caso le due ali hanno realizzato i touchdown che hanno permesso ai Giants prima di svegliarsi dal torpore iniziale (quello di Nicks) e poi di consolidare il predominio con Menningham che ha trasformato un passaggio di poche yarde di Manning in una volta a meta di 72 yarde.

I Falcons, scesi al MetLife Stadium con il chiaro intento di aggredire la diefsa dei Giants con le loro migliori armi, Ryan, Jone e White, hanno avuto almeno il merito di averci tentato anche se alla fine si sono dovuti arrendere sotto i colpi dei più quotati avversari.

Una volta raggiunto il ritmo a loro congeniale infatti i Giants hanno macinato downs su downs e costretto la pur rodata difesa di Atlanta a continui dietrofront. In pratica si è trattato di un assedio senza una vera resistenza alla cui debacle hanno contribuito anche alcune decisioni dell'allenatore dei Falcons che almeno in due punti pivotali della partita ha, con una certa imprudenza, tentato la carta del "quarto down" pur consapevole delle eventuali ripercussione in caso di mancata realizzazione. Quanto le sue avventate decisione abbiano contribuito alla sconfitta della sua squadra non è certo ipotizzabile. Del senno di poi. Fatto sta che le previsioni sono state rispettate. Ma nonostante il rislutato di 24-2, quanta fatcica.

Ci è voluto un "intentional grounding" a circa 7 minuti dalla fine del secondo tempo per svegliare una squadra priva di mordente, afflosciata e quasi rassegnata a cedere il predominio ai Falcons. Lo schiaffo dei due punti infatti ha avuto l'effetto di rigenerare un Manning fino allora senza fantasia e vittima quasi sempre delle spinte offensive dei Falcons e in particolare di Abrahams, spina dolorissima nel fianco del quarterback newyorkese.

L'ex Jet ha maramaldeggiato contro l'attacco dei Giants spesso costringendo Manning non solo a indietreggiare ma a forzarlo ad affettuare lanci poco efficaci. Una volta svegliatosi, i Giganti hanno immediatamente forzato l'andatura e nel giro di pochi minuti hanno macinato oltre 60 yarde e realizzato il touchdown che li ha portati sul 7-2.

Una prima marcia trionfale che ha avuto in Jacobs l'assoluto protagonista. Il possente running back dei blues ha letteralmente brutalizzato la difesa dei Falcons tracimnado come birilli tutto quello che gli si presentava davanti.

Il passaggio di Manning all'ala Nicks ha poi coronato una cavalvata che è valsa ai Giants il momentaneo vantaggio.  "In realtà - ha affermato Nicks a fine aprtita - è che questa formazione ha ancora tante storie e tante vite da raccontare ed è sempre pronta a vendere cara la pelle, qualsiasi siano le circostane o gli avverari da confrontare. Una squadra dalle mille risorse che nessuno adesso può più sottovalutare".

Neanche i formidabili Green Bay Packers. Alla prossima.