La politica

Anno giudiziario. Gli avvocati contro il governo

29-01-2012


ROMA. L'efficienza come la grande scommessa da vincere per la giustizia,la situazione delle carceri come test della civiltà di un Paese. Sono le priorità sulle quali ha richiamato l'attenzione il Guardasigilli Paola Severino, nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario nei distretti di Corte d'appello.

Le cerimonie sono state segnate quest'anno dalla protesta degli avvocati contro il dl sulle liberalizzazioni: la più clamorosa a Napoli, dove i legali si sono imbavagliati e, in piedi, hanno voltato le spalle al palco quando ha preso la parola il capo dell'Organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri.

Ma a far rumore è stato soprattutto un passaggio della relazione del presidente della Corte d'appello di Milano Giovanni Canzio, che ha definito la prescrizione un "agente patogeno"; parole apparse come un chiaro riferimento al processo Mills. Non a caso il ministro Severino ha scelto Catania per inaugurare l'anno giudiziario: c'è da vincere la scommessa di rendere nel suo complesso la giustizia efficiente, ma c'è anche "una sfida nella sfida": accorciare la distanza tra il Sud e l'Europa.

I problemi non mancano, a cominciare dall' "emergenza" delle procure di frontiera, con l'acqua alla gola per mancanza di magistrati, ha riconosciuto il ministro, che ha però voluto sottolineare i "risultati lusinghieri" raggiunti nella lotta alla mafia, grazie allo "spirito di servizio" di servitori dello Stato come Giovanni Falcone. Altra priorità per il governo sono le carceri, dal cui stato "si misura il livello di civiltà di un Paese". E con gli avvocati, ha assicurato, la volontà di dialogo è piena.

Per ora però le distanze con i legali appaiono siderali. In tutta Italia gli avvocati hanno disertato la cerimonia affidando ai rappresentanti degli Ordini la lettura di un documento contro le liberalizzazioni: è "inaccettabile" che la professione forense "venga assimilata alla vendita di merci".

E se a Napoli c'è stata la dimostrazione più colorita, con i consiglieri dell'Ordine che hanno seguito la cerimonia con un cerotto sulla bocca, a Palermo gli avvocati hanno issato cartelli di protesta. Ma a far discutere ieri è stato soprattutto l'intervento del presidente della Corte d'appello di Milano: "Non è sostenibile" l'attuale disciplina della prescrizione del reato perché "si rivela in realtà come un agente patogeno" e "incentiva strategie dilatorie della difesa". Parole che hanno acceso la polemica con il Pdl. "Lascia stupefatti" la "tempestività con cui il dottor Canzio ha fornito un assist ai giudici milanesi, sui quali dovrà pronunciarsi", ha evidenziato Enrico Costa, alludendo all'istanza di ricusazione presentata dai legali di Berlusconi nel processo Mills. E di uscita di "cattivo gusto" ha parlato Francesco Paolo Sisto, definendo "inaccettabile" attribuire alla difesa la responsabilità della prescrizione.

Mentre con Canzio si è schierato il presidente dell'Anm Luca Palamara: "bisogna avere il coraggio di metter mano alla disciplina" dell'istituto.

A Roma il presidente della Corte d'appello Giorgio Santacroce ha lanciato l'allarme per una criminalità da "Romanzo criminale" e, così come ha fatto il Pg di Firenze Bieniamino Deidda, ha sottolineato con favore il "cambio di clima" nei rapporti tra politica e giustizia.

A Torino il procuratore Giancarlo Caselli e il Pg Marcello Maddalena hanno chiesto al governo di intervenire per evitare lo smantellamento dei pool di indagine nelle procure. Mentre a Napoli, il deputato del Pdl Alfonso Papa ha manifestato con i Radicali davanti a Casstecapuano per chiedere l'amnistia.