Dal Mondo

Nucleare. Gli ispettori Aiea tornano a Teheran

29-01-2012


TEHERAN. "Ci rallegriamo di poter aprire un dialogo che ha tardato tanto". Sembra partita con i migliori auspici la missione in Iran di un gruppo di ispettori dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che nei prossimi tre giorni torneranno a valutare il programma nucleare iraniano. Ad affermarlo è stato il capo degli ispettori, Herman Nackaerts, partendo dall'aeroporto di Vienna, e dicendosi "impaziente"di parlare con i suoi interlocutori.

"Cercheremo di risolvere tutte le questioni ancora aperte - ha detto ancora Nackaerts -. In particolare speriamo che l'Iran collaborerà dando risposte su un punto: i timori su una possibile dimensione militare del suo programma nucleare".

Nackaerts guida un gruppo di sei ispettori dell'Agenzia, che da oggi fino a giovedì avrà dei colloqui con vari esponenti della scena politica iraniana, dei quali non è stato ancora reso noto il nome. Ma intanto una sorta di benvenuto sembra essere già giunto da Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema per la politica estera. Gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica - ha detto Velayati secondo l'Irna - saranno liberi di svolgere il loro lavoro nell'ambito dei regolamenti internazionali, e che non avranno alcuna restrizione. Da tempo del resto, ha proseguito, l'Aiea ha installato le sue telecamere negli impianti nucleari iraniani e monitora costantemente la loro attivita".

Le attività iraniane, insomma, sono sempre state trasparenti. L'influente consigliere di Ali Khamenei parlava in occasione dell'apertura di una conferenza sul 'risveglio islamico', come qui sono definite le rivolte arabe, cui partecipano circa 1500 giovani da 73 Paesi. "Noi accogliamo gli ispettori ogni volta che vogliono venire a verificare i contenuti pacifici del nostro programma nucleare - ha risposto ad una giornalista - e non ostacoleremo in alcun modo il loro lavoro". Quanto ad una ripresa dei negoziati con i 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russi, Cina e Germania), interrotti un anno fa ad Istanbul e che potrebbero riprendere presto di nuovo in Turchia - l'Iran ha sempre rispettato i trattati internazionali, ha ribadito, e in particolare quello di non proliferazione nucleare.

Ma intanto in Iran non si abbassa la guardia. Ieri in Parlamento è stato messo a punto il disegno di legge che prevede uno stop immediato alle esportazione di petrolio verso i paesi Ue che ne hanno deciso la sospensione entro sei mesi, ha annunciato il deputato Nasser Soudani secondo la Mehr. Ma i tempi dell'esame del provvedimeto - che prevede anche lo stop ad ogni importazione dai Paesi che hanno imposto le sanzioni - potrebbero essere meno rapidi di quanto lasciavano capire i primi bellicosi annunci di alcuni membri del Majlis, visto che a pronunciarsi dovrebbero essere anche due commissioni parlamentari. Di nuovo in scena è tornato inoltre il ministro della Difesa Ahmad Vahidi, annunciando che nei prossimi giorni - per le celebrazioni dell'anniversario della rivoluzione - saranno presentati i nuovi traguardi raggiunti nel campo degli armamenti prodotti nel Paese.