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Serie A. Il Milan tiene il passo

30-01-2012

 

Ibrahimovic e Nocerino, i due giocatori più in forma di questo Milan, i due che hanno già superato nei gol e nel rendimento ogni ottimistica aspettativa in questa prima metà della stagione, trascinano il Milan a battere nettamente per 3-0 il Cagliari e a prendere la ruota della Juventus in fuga. E, nella giornata in cui tutte le inseguitrici più prossime - con la sola eccezione della Lazio, prossimo avversario del Milan in campionato all'Olimpico - si piantano, i rossoneri possono guardare con legittimo ottimismo al tremendo febbraio che li attende, sette partite decisive per campionato e coppe.

Quello che si è visto ieri conferma che il Milan è in corsa per tutti gli obiettivi. Dopo una mezz'ora nella quale i rossoneri faticano a venire a capo di una ordinata difesa del Cagliari, si accende Ibrahimovic e la partita va in discesa.

Allegri risolve il rebus del mediano destro con Emanuelson, mentre Seedorf parte trequartista e Mexes, vicino a Nesta, è al posto di Thiago Silva che dovrebbe rientrare mercoledì. Mesbah, alla prima da titolare in campionato, è esterno basso di sinistra al posto di Antonini, che non è neanche in panchina. Una panchina dove con Inzaghi ed El Shaarawy va a sedere l'ultimo acquisto Maxi Lopez, a conferma dell'attuale affollamento di attaccanti a disposizione di Allegri nonostante le assenze lunghe di Cassano e Pato.

Dopo un'occasione iniziale di Ibardo malamente sciupata al 3' minuto, il Cagliari non riuscirà più ad essere pericoloso ed é il Milan a fare la partita. I rossoneri si vedono soprattutto per le iniziative di Nocerino e Robinho, che cercano percussioni per penetrare in area palla al piede; come del resto prova a fare subito anche Ibrahimovic dalla parte opposta. Insomma si cerca di creare la superiorità numerica aggredendo in dribbling le due linee ordinate ed efficaci che il Cagliari per mezz'ora tiene a protezione di Agazzi.

Poi si accende Ibrahimovic che spariglia le carte cambiando la posizione con Robinho. Ma anche così, dopo un lungo lavoro di dribbling e finte, i palloni messi in area trovano sempre piazzati i difensori avversari. Ci vuole la magia che arriva al 32' su calcio di punizione dai 25 metri. Dal piede destro dello svedese - che si conquista il diritto invitando Seedorf a desistere - parte un destro a giro di straordinaria potenza e precisione che non dà scampo ad Agazzi. Uno di quei gol così belli da essere degni di cambiare la storia, non solo di una partita, ma di una stagione intera. E, rotto il ghiaccio, Ibrahimovic continua ad essere decisivo quando poco dopo si inventa un assist di petto per Nocerino, che scardina le resistenze del Cagliari e porta a sette il suo bottino personale in campionato. Proprio niente male per un giocatore che sta confermandosi partita dopo partita la sorpresa più bella di questa stagione per Allegri, che, quando gli è arrivato da Palermo, pensava gli avessero recapitato solo un mediano con grandi polmoni e tanta corsa.

Nella ripresa il Milan non commette l'errore di calare l'attenzione. I rossoneri continuano a correre e a giocare con determinazione e sfiorano ancora il gol al 9', ancora con Nocerino che costringe Agazzi ad una difficile deviazione in angolo. Allegri verso il 20' può iniziare a gestire le energie dei suoi e allora dentro El Shaarawy per Robinho (e il giovane egiziano, già considerato dal pubblico di San Siro ben più di una promessa, sfiora subito il 3-0). E poi Ambrosini per Seedorf e anche Inzaghi per Ibra, con una ‘standing ovation' che li accomuna (e, chissà, magari è al passo d'addio). Il 3-0 di Ambrosini è solo il sigillo a una partita che i rossoneri hanno dominato.

 

 

Il Lecce Frena la corsa dell'Inter

 


Correva l'8 maggio 2011 ed il Lecce batteva il Napoli per 2-1 ipotecando, di fatto, la salvezza. Da allora solo sconfitte (otto, compresa la Coppa Italia) e due pari. L'impresa di ieri di fermare la lanciatissima Inter (sette vittorie consecutive), firmata da capitan Giacomazzi, pone fine a questa striscia negativa e lancia gli uomini di Cosmi nella volata salvezza.

Per l'Inter di Claudio Ranieri un brusco stop che ridimensiona i piani Champions dei nerazzurri: ma la prestazione di ieri è stata davvero troppo brutta per poter sperare in qualcosa di diverso. Inter sprecona sì, ma abulica e poco incisiva sul piano del gioco, grazie anche ad un super Benassi.

Ranieri rilancia dal primo minuto Sneijder con Obi a sinistra, arretrando Nagatomo in difesa; Chivu parte dalla panchina. Nel Lecce Cosmi, infortunato Esposito, fa esordire il nuovo acquisto Miglionico; novità anche a centrocampo con il rientrante Giacomazzi e l'innesto di Blasi.

L'avvio delle due squadre è abbastanza compassato. Il primo sussulto (11') è dell'Inter. Benassi si fa rubare palla da Milito che, defilato sulla destra, prova il diagonale: palla che attraversa lo specchio e sfila sul fondo. Il rischio corso sveglia i giallorossi. Prima Muriel (19') si fa ipnotizzare in uscita da Julio Cesar, poi doppio Cuadrado (23' e 25'), ma le sue conclusioni non hanno fortuna.

Per vedere nuovamente l'Inter in avanti bisogna attendere il 30': corner di Maicon, perfetta inzuccata di Samuel ma Benassi si supera e devia in angolo. Ancora Inter (32') con Cambiasso che serve Pazzini, ma il suo diagonale è respinto in tuffo da Benassi.

La pressione dell'Inter comincia a diventare quasi asfissiante, ma a passare (40') a sorpresa è il Lecce. Cross dalla trequarti di Oddo, capitan Giacomazzi controlla di coscia e con un perfetto rasoterra di destro infila in diagonale Julio Cesar. C'è solo il tempo di annotare l'ammonizione a Cuadrado (diffidato, salterà la sfida di mercoledì sera a Udine), che dopo due minuti si va al riposo con il vantaggio dei padroni di casa. L'Inter spreca troppo (almeno quattro limpide occasioni per passare) e soffre le ripartenze dei salentini; il Lecce le tiene testa ed è avanti grazie ad un gran gol di Giacomazzi.

Si riparte con Alvarez in campo al posto di uno spento Sneijder: Ranieri torna al più classico 4-4-2. Subito Inter (51'). Angolo di Alvarez, Samuel di testa colpisce il palo e sulla ribattuta Cambiasso insacca di testa: ma il centrocampista è in fuorigioco.

Il copione della ripresa non cambia con l'Inter che spinge e il Lecce che tenta di sorprenderla velocemente di rimessa. Ancora un gol annullato ai nerazzurri (71'): angolo dalla sinistra, Pazzini di testa su Cambiasso che gira sul secondo palo dove Milito, in offside, insacca: ma è tutto inutile.

Via alla girandola dei cambi. Seferovic, al debutto, rileva Muriel, Zarate entra al posto di Obi. Al 90' c'è l'ultimo sussulto nerazzurro. Punizione dalla trequarti di Maicon, Pazzini di testa ma Benassi modello ‘felino' vola sulla sinistra e respinge sulla linea. La linea ‘Maginot' del Lecce regge: il fischio finale di Banti è una liberazione. Lecce alla prima vittoria casalinga, Inter stop dopo sette vittorie consecutive. E mercoledì sarà di nuovo campionato.