Analisi e commenti

Casa Bianca 2012. Romney e la "regola Buffett"

Di Domenico Maceri*

30-01-2012

 

 

"Scommettiamo 10.000 dollari?" Ecco cosa disse Romney a Rick Perry in un dibattito per la nomination repubblicana alcune settimane fa.

È una grossa cifra ma non per Romney, ex governatore del Massachusetts, uno dei più ricchi candidati alla presidenza di tutta la storia americana. Si sapeva già qualcosa della situazione finanziaria di Romney ma la recente dichiarazione del suo reddito degli ultimi due anni ci ha permesso di vedere meglio. Secondo i documenti rilasciati l'ex governatore ha guadagnato una quarantina di milioni di dollari negli ultimi due anni. Il reddito è venuto tutto dagli investimenti fatti a nome di Romney da un gruppo che si occupa dei suoi affari.

Come ha affermato il candidato, ha pagato le sue tasse. Giusto. Quanto ha pagato? Meno di ciò che paga un americano medio. L'aliquota di Romney equivale al 13, 9% nel 2010, molto più bassa del massimo che in America raggiunge solo il 35%. Un confronto superficiale con il presidente Barack Obama rivela che l'inquilino della Casa Bianca ha pagato un'aliquota del 26% mentre l'altro principale candidato repubblicano, Newt Gingrich, ha sborsato il  31%. La media in America è del 18%.

Romney è stato generoso con i suoi soldi e ha fatto notevoli contributi caritatevoli specialmente alla Chiesa Mormone, riducendo in tal modo i suoi oneri fiscali.

L'aliquota di Romney è stata bassa in parte per gli sgravi fiscali approvati dall'ex presidente George Bush nel 2011 e 2003. Inoltre le tasse per i dividendi e la plusvalenza (capital gains) godono di un'aliquota del 15%, inferiore a quella dei redditi da salari regolari. Nel passato ogni tipo di reddito era tassato allo stesso modo ma poi, per incoraggiare gli investimenti, le plusvalenze e i dividendi sono stati agevolati. Chi riceve benefici da queste agevolazioni? Ovviamente non l'americano medio ma quelli che guadagnano soldi a Wall Street.

Nel suo recente discorso al Congresso sullo Stato dell'Unione il presidente Barack Obama ha dichiarato che le leggi dovrebbero applicarsi a tutti in modo equo. Ha insistito sulla "regola Buffett" che dovrebbe impedire ai milionari di pagare meno tasse del cittadino medio. Come si sa, Warren Buffett è il secondo miliardario più ricco in America che paga un'aliquota più bassa di quella della sua segretaria, presente in aula durante il discorso come simbolo evidente dei benefici fiscali dei ricchi.

È tipico che i candidati alla presidenza rendano nota la propria dichiarazione del reddito. Romney lo ha fatto a malincuore solo dopo insistenze della stampa e del suo avversario più diretto, Gingrich. Altri candidati in passato hanno rilasciato le dichiarazioni dei redditi in totale ma Romney lo ha limitato agli ultimi due anni. Si sospettava già che qualcosa non quadrasse con la sua situazione finanziaria. Difatti, alcuni dei suoi investimenti hanno suscitato sospetti come il suo conto in Svizzera, adesso chiuso, ma pur sempre imbarazzante. In parte perché l'americano medio non ha conti all'estero e soprattutto in Svizzera dove spesso i conti in banca creano l'immagine di soldi non troppo puliti.

Altri investimenti in paradisi fiscali come le Cayman Islands, il Lussemburgo e l'Irlanda del Nord hanno aggiunto alle inquietudini perché non quadrano con il cliché patriottico repubblicano di investire negli Stati Uniti.

La dichiarazione del reddito di Romney è stata resa nota lo stesso giorno in cui Obama ha fatto il suo discorso al Congresso sullo Stato dell'Unione. Pura coincidenza? Forse, ma l'effetto è stato di sminuire l'attenzione mediatica su un tema scottante che non mette in buona luce Romney."Non chiederò scusa a nessuno per avere avuto successo" ha dichiarato Romney in un dibattito poco prima della primaria in Florida. "Io e mia moglie non abbiamo ereditato i nostri beni. Ciò che possediamo lo abbiamo guadagnato con il lavoro".

Forse. Ma l'unico lavoro che Romney ha fatto negli ultimi anni è stato la campagna politica per la nomination repubblicana che sembrava sua fino a qualche settimana fa ma che gli potrebbe sfuggire in parte per il suo "successo finanziario".

Voteranno gli americani per un uomo che negli ultimi due anni ha guadagnato 57.000 dollari al giorno mediante i suoi investimenti? Può una persona in tale situazione finanziaria capire i problemi dell'americano medio?

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com)