Monti: "le priorità devono essere crescita e lotta alla disoccupazione"
PARIGI. Archiviato il vertice europeo sul patto di bilancio, Mario Monti si concentra sulle prossime partite che attendono il Governo a cominciare dal confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Perché ora, scandisce il presidente del Consiglio, le priorità devono essere crescita e lotta alla disoccupazione, anche attraverso l'ammodernamento delle norme sui contratti, visto che a pagare in termini di posti di lavoro sono soprattutto i giovani. Quanto all'Italia il Paese è ancora "in una situazione in cui poteva e può essere considerato un problema molto serio" per l'Europa e la zona Euro, ma la speranza è che adesso "sia parte della soluzione e non del problema". Anche grazie agli italiani che hanno accettato tanti sacrifici e che per questo dovrebbero essere premiati.
Come è ormai sua consuetudine, il professore gioca la partita italiana con un occhio all'Europa e viceversa. Prima di volare a Parigi da Bruxelles, per ricevere il premio "Trombinoscope" - riconoscimento già attribuito in passato a personaggi del calibro di Angela Merkel e Jean Claude Trichet - il presidente ha avuto una serie di incontri con cinque commissari Ue. Obiettivo fare il punto sull'agenda europea dopo il "positivo" summit Ue.
Nei vari colloqui si è convenuto sulla necessità di misure concrete che ciascun paese membro deve adottare per rilanciare crescita e occupazione. Con il commissario Semeta (responsabile della fiscalità) Monti ha parlato di come rafforzare il coordinamento fiscale, promuovendo l'ammodernamento dei sistemi nazionali, ad esempio trasferendo gli oneri dal lavoro al capitale e ai consumi. Con Barnier (mercato interno) ha discusso di come aprire maggiormente il mercato dei servizi. Infine, nella colazione di lavoro con Tajani (industria), Rehn (affari economici e monetari) e Almunia (concorrenza) ha discusso su come affrontare il nodo occupazione.
I dati Eurostat, così come quelli Istat, indicano con chiarezza che il lavoro è la vera emergenza europea. E per superarla si deve rilanciare l'industria ed in particolare le Pmi. Già in nottata, al termine del vertice, Monti aveva posto l'accento sulla disoccupazione giovanile, definendola "una vera piaga italiana". Per combatterla, oltre che sulla crescita, il premier punta su una maggiore mobilità dei lavoratori che in cambio godranno di una rete di protezione più ampia. Ma per riuscirci dovrà superare l'opposizione delle forze sociali, come dimostrano i paletti piantati dai sindacati in difesa dell'articolo 18. Un tema sul quale Monti resta molto cauto, definendolo "uno dei tanti temi" sul tavolo, ma senza per questo escludere interventi visto che bisogna "ridurre la segmentazione del mercato e favorire gli esclusi", a cominciare dai giovani. Che a suo giudizio "soffrono" maggiormente per la mancanza di lavoro.
Davanti alla platea riunita nella residenza del presidente dell'Assemblea nazionale francese, il capo del governo italiano incassa diversi complimenti, anche se la motivazione del premio ("un italiano contro natura?") non è del tutto lusinghiera verso il Paese. Monti però ci tiene a dedicare il premio a tutti gli italiani perché dovrebbe essere il "popolo" il vero destinatario del riconoscimento visto che ha "accettato sacrifici così considerevoli" e per di più decisi non da chi é stato eletto, ma solo "nominato". Dice di fare di tutto per non essere considerato come un "commissario Ue" in Italia, ma sottolinea anche che il Paese si trova tuttora in una situazione di rischio per l'Euro, anche se è sua ferma ambizione trasformare il Paese in "parte della soluzione" e non più del problema.
L'ultima considerazione riguarda il rapporto con le forze politiche. Ricorda di non aver mai amato la definizione "Governo tecnico", e di aver tentato inutilmente di formare un esecutivo "politico". Forza o debolezza che sia, la speranza del premier è che, finita l'esperienza del suo governo, la dialettica politica possa riprendere un un clima "più umano e sereno".












