Calciomercato. Inzaghi continua la storia d'amore col Milan
MILANO. Un anno e mezzo di contratto per un attaccante vicino ai 39 anni "era un'offerta irripetibile". Ma nella testa di Pippo Inzaghi la voglia di restare al Milan ha prevalso su quella di giocare, che il Siena avrebbe volentieri soddisfatto.
Così, dopo aver vacillato, a tre ore dalla chiusura del mercato l'attaccante ha deciso che non era questo il modo giusto per salutare il mondo rossonero dopo undici anni, in cui ha vinto tutto in Italia, in Europa e nel Mondo. "Nella vita le storie d'amore finiscono, ma io voglio che questa termini nel migliore dei modi con una festa a maggio", ha spiegato l'attaccante, che in questa stagione ha raccolto appena cinque apparizioni e dopo l'arrivo di Maxi Lopez probabilmente sarà di nuovo escluso dalla lista Champions e dovrà accontentarsi del ruolo di sesto attaccante.
"Ho messo in preventivo di dover lottare per giocare", ha detto Inzaghi, convinto a restare dai suoi compagni ("Il primo a chiamarmi in mattinata è stato Ambrosini") dai tifosi ("Quando mi riscaldo e loro mi applaudono sto male dalla felicità"), dalla stima della società ("So cosa pensano di me Berlusconi e Galliani") e dal desiderio di raggiungere ancora nuovi traguardi con la maglia che veste dal 2001. "Mi ha fatto pensare anche il fatto che mi mancano poche partite per arrivare a 300 nel Milan (4, ndr) e spero in questi mesi di arrivarci - ha sorriso parlando con la voce rotta dall'emozione - Me le voglio guadagnare, non voglio che nessuno mi regali nulla. Nessuno potrà dirmi che non mi sono allenato bene o ho mandato a quel paese qualcuno".
Diversi club avevano pronta una maglia su cui mettere quel nome. "In paesi lontani mi hanno offerto tantissimo, ma non si potrà mai dire che ho fatto qualcosa per soldi", ha notato Inzaghi, che negli ultimi mesi ha avuto non poche difficoltà nel rapporto con Massimiliano Allegri ("Tutti hanno visto quello che è successo") e ha vacillato davanti alla proposta del Siena. "Devo ringraziare il presidente Mezzaroma e i dirigenti del Siena perché hanno fatto l'impossibile per provare a prendermi".
: un anno e mezzo di contratto e la possibilità di tornare al Milan in estate. Ma alla fine Inzaghi ha detto no: "Ho deciso di restare, era difficile pensare di staccarmi dal mondo del Milan in due ore, senza salutare San Siro".
L'addio probabilmente arriverà a fine stagione, possibilmente con uno scudetto. "Io voglio vincerlo, penso che la mia storia nel Milan meriti una festa grande come sono stati i miei 11 anni in rossonero. E poi - ha sorriso - vedremo cosa potrò fare".
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