Dagli USA

Primarie Gop. Dopo il voto in Florida per Romney la nomination più vicina

02-02-2012

TAMPA (FLORIDA). Mitt Romney, abbattutosi come un ciclone sulla Florida strapazzando tutti gli avversari con uno squillante 46%, punta ora diritto a Barack Obama. La sua è stata infatti una vittoria netta, schiacciante, che rilancia l'ex governatore del Massachusetts, mormone e miliardario, verso la nomination repubblicana in programma proprio qui a Tampa a fine agosto.

Ma Newt Gingrich, l'ex speaker della Camera che non lo ha neppure chiamato per congratularsi, annuncia ancora una volta l'intenzione di andare fino in fondo. Così, indebolisce un partito sempre più diviso tra moderati e pragmatici da un lato (premono per Romney, l'unico in grado di vincere) e radicali più vicini ai Tea Party antitasse (a loro piace Gingrich o l'ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum).  Davanti a una folla in visibilio al Convention Center di Tampa offlimits per i cronisti stranieri, Romney ha esclamato poco dopo la vittoria: "Sono pronto a guidare il partito e gli Stati Uniti. Sta finendo l'era di Obama e sta cominciando un'era di prosperità: leadership vuol dire assunzione di responsabilità, non accampare sempre delle scuse".

Poche ore dopo, Romney ha fatto però una gaffe, che i suoi avversari non mancheranno di sfruttare appena possibile, confermando che un margine di incertezza c'è sempre in una gara elettorale come la corsa verso la Casa Bianca.

In una intervista televisiva Romney ha detto: "Non sono preoccupato per i poveri, loro hanno una rete di protezione, nè per i ricchi. Io sono concentrato su come aiutare il ceto medio", il più colpito dalla recessione. E poi: ‘Sono preoccupato per il cuore dell'America, il 90-95% di cittadini che in questo momento stanno lottando", ha spiegato. Mentre - ha aggiunto l'ex Governatore - "sono fiducioso sul fatto che buoni pasto, buoni alloggio, programmi Medicaid e altre forme di assistenza siano in grado di tenere a galla i più poveri".

Parlando in un hotel di Orlando Gingrich ha fatto sapere dal canto suo che "la partita è tutt'altro che conclusa". I

l suo ragionamento, decisamente ottimista, parte dal dato che una metà dell'elettorato repubblicano continua a non accettare l'idea di essere guidato da un "moderato del Massachusetts". E in linea teorica i numeri gli potrebbero anche dar ragione: se Mitt ha ottenuto il 46,4%, sommando il suo 31,9% e il 13,4 di Santorum, in effetti emerge un partito ancora spaccato a metà. Per questo motivo, di fronte a tantissimi fan Gingrich sintetizza che dopo il voto del Sunshine State "é iniziata una partita a due".

Davanti a lui, i suoi agitavano grandi cartelli con su scritto: "46 to go", cioé il numero degli Stati in cui si deve ancora votare per le primarie repubblicane. Ma per Gingrich la strada rimane tutta in salita, anche perché vincere le primarie senza conquistare la Florida è sempre risultato sempre impossibile o quasi.

Le prossime tappe delle primarie, a partire dal Nevada sabato, son almeno sulla carta più favorevoli all'ex Governatore, ad eccezione di qualche Stato del sud, come la Georgia.

In Florida, visti i numeri ottenuti da Gingrich, oltre il 32%, ha vinto anche un certo modo di fare campagna elettorale, decisamente aggressiva, basata su messaggi esclusivamente negative. Ed è questo il dato politico che mette in ansia il partito repubblicano, consapevole che continuando così non si va molto lontano.

Il punto massimo di questo clima di odio e di contrapposizione frontale s'é vissuto alla vigilia del voto, quando lo staff dell'ex Speaker ha diffuso telefonicamente un messaggio registrato in cui si accusava Romney addirittura di aver negato cibo Kosher ad alcuni anziani cittadini ebrei, sopravvissuti alla Shoah, ospiti di alcune case di riposo.