Costa Concordia. Il relitto adesso perde i pezzi
ISOLA DEL GIGLIO (Grosseto). Vetrate che cedono sotto la pressione del mare infuriato. Sgabelli, mobiletti, sedie dei saloni ‘spiaggiati' sugli arenili del porto e le confezioni di creme, olii, profumi della beauty farm che galleggiano intorno al relitto. Il gigante inclinato della Costa Concordia ha cominciato a cedere.
Il vento teso di grecale e il mare molto mosso lo sferzano da ore e le strutture esterne, quelle più fragili, stanno collassando. Prima la vetrata che ricopriva la piscina di poppa, poi i grandi pannelli di vetro della swimming pool centrale si sono piegati, spostati per poi crollare in mare.
Tutta la Concordia è scossa dalle onde. Lo testimoniano anche gli strumenti con i quali la Protezione civile sta controllando l'assetto della nave: sono state rilevate in mattinata alcune "accelerazioni del movimento della prua dell'ordine massimo di 1,5 centimetri l'ora, per complessivi 7,5 centimetri nell'arco di 7 ore".
Non è la prima volta che accade: quando la marea discende e quando le condizioni meteo marine peggiorano il gigante sussulta e si muove, piccolissimi spostamenti, impercettibili ad occhio nudo. Nessuno può dire quali saranno le conseguenze di queste modifiche e per ora non è neppure possibile prevedere quel che accadrà alla struttura dello scafo sottoposto alla pressione delle onde e del vento. Le accelerazioni, assicura la Protezione civile, si sono fermate attestandosi sui 2 millimetri l'ora. Ma i tecnici vogliono capire meglio quel che sta accadendo e il Comitato Scientifico ha deciso che, non appena il tempo lo consentirà, saranno installati nuovi dispositivi di controllo sulle parti della nave sommerse, quelle che poggiano sul fondale. La Costa Crociere ha già individuato alcuni punti su cui posizionare nuovi marcatori.
Come si prevedeva da giorni il peggioramento delle condizioni meteo ha messo in stand by tutte le operazioni. Pure i traghetti che fanno la spola tra Giglio Porto e Porto Santo Stefano si sono fermati per il mare mosso ma soprattutto per lo spostamento delle panne antinquinamento che la Castalia aveva messo intorno alla Concordia. Il vento le ha sollevate e strascinate via rendendo pericolose per i traghetti l'entrata e l'uscita dal porto.
E' saltato così anche l'incontro tra il commissario Franco Gabrielli e i cittadini dell'isola che avrebbe dovuto tenersi nel pomeriggio. Bloccati i traghetti, Gabrielli non ha potuto raggiungere l'isola neppure a bordo di un elicottero a causa del forte vento. L'incontro, tempo permettendo, si dovrebbe tenere domani mattina.
Restano bloccate anche le operazioni di preparazione del defueling. Il timore è che mare mosso e vento non daranno tregua almeno fino a sabato. Ciò vorrebbe dire che il pompaggio del carburante, tanto atteso per scongiurare una buona parte del disastro ecologico che la Concordia minaccia di provocare, non potranno cominciare prima della prossima settimana.
Intanto, è stata ufficialmente identificata l'ultima vittima ripescata nella Concordia, è una cittadina tedesca, Siglinde Stumpf. Il bilancio di quell' "inchino" finito sugli scogli delle Scole è ora di 17 morti e 15 dispersi.












